“[Per poter studiare a fondo i Vangeli bisogna]…ammettere la possibilità che il messaggio evangelico scaturisca da una evoluzione progressiva, al cui inizio è da collocare la concezione messianica degli esseni e degli zeloti, poi quella dei cosiddetti giudeo-cristiani (che probabilmente sono gli esseno-zeloti nel periodo di imminenza della guerra giudaica), poi quella del riformista Shaul-Paolo, poi quella dei suoi seguaci gentili a posteriori della disfatta di Israele (probabili autori dei vangeli canonici), poi quella dei padri della chiesa palesemente ostili al giudaismo, poi quella della lobby costantiniana all’inizio del quarto secolo, in cui Eusebio di Cesarea ha svolto il ruolo di principe della mistificazione storica. Considerare i vangeli al di fuori di questa immagine progressiva, come libri scritti di primo pugno tal quali li leggiamo oggi, misconoscendo tutta la dinamica della loro genesi ed evoluzione, è roba da bambini che ascoltano a bocca aperta la fiaba di cappuccetto.”

– David Donnini