Il Vangelo secondo Luca : Presentazione lunedì, Nov 27 2006 

Il Vangelo secondo Luca
Luca non è uno degli apostoli di Gesù, bensi uno dei discepoli di Paolo di Tarso il quale lo identifica con frasi come “caro medico” nella sua lettera ai Colossesi. Questo ha fatto supporre agli studiosi che Luca fosse un dotto medico Greco. L’opera di Luca è molto interessante, sia come contenuti che come composizione, dunque vediamo questi elementi uno per uno.

Composizione
La tradizione indica come data della composizione un periodo variabile tra il 70 e l’80 DC. Questa datazione è stata fatta, come al solito, sulle prove letterarie dell’opera che ci vengono anche confermate da una testimonianza di Sant’Ireneo, che afferma che Luca avrebbe scritto il suo vangelo dopo la morte di Paolo di Tarso, ovvero dopo il 67 DC.

Contenuti
Il Vangelo secondo Luca è in realtà la prima parte di un’opera più ampia che va a comprendere anche gli Atti degli Apostoli. L’intera opera è dedicata ad una figura anonima chiamata “l’illustre Teofilo” che, a detta del testo, pare essere un colto uomo Greco che si stava affacciando al neo-cristianesimo Paolino. Molto più verosimilmente, la figura dell’illustre Teofilo potrebbe essere semplicemente un escamotage letterario di Luca, per indirizzare la narrazione in un discorso a due, così da coinvolgere maggiormente il lettore. D’altra parte l’intera opera sembra pervasa dalla scuola del poema Ellenico, e difatti al suo interno troveremo anche situazioni del tutto uniche rispetto agli altri sinottici, primi fra tutti i capitoli iniziali soprannominati “Il Vangelo dell’infanzia” oppure la caratterizzazione molto più approfondita dei personaggi.

Come vedremo nell’analisi, il Vangelo di Luca si distinguerà da quello di Matteo in modo abbastanza netto, mostrando una visione più sacerdotale di Gesù e distaccandosi maggiormente dai reali accadimenti dell’epoca, quali le rivolte messianiche esseno-zelote. Ma anche se lontano come dottrina e come contenuti, vedremo che anche in Luca la realtà dei fatti è rimasta, anche se nascosta.

Il Vangelo secondo Marco : Presentazione lunedì, Set 4 2006 

Per la presentazione del Vangelo di Marco ho deciso di affidarmi a Wikipedia, costruendo con i suoi articoli un sunto. Così facendo abbiamo una presentazione il più imparziale possibile.

Il Vangelo di Marco, nel canone della Bibbia è il secondo dei Vangeli sinottici del Nuovo Testamento.
Secondo la tradizione, risalente al I secolo, l’autore dell’opera sarebbe un certo Marco, identificato con il Giovanni Marco, parente di Barnaba e compagno di Paolo. Marco fu discepolo anche di Pietro e suo interprete, secondo Papia, che, in un passo trasmessoci da Eusebio di Cesarea, afferma:

“Marco, divenuto interprete di Pietro, scrisse accuratamente, ma non in ordine, quanto si ricordava di ciò che il Signore aveva detto o fatto.”

Quanto al luogo dove fu compilata l’opera, l’ipotesi ritenuta più probabile è quella che identifica con Roma la città nel quale fu scritto il Vangelo. Riguardo alla data di composizione del vangelo quasi tutti gli studiosi moderni propendono per una data anteriore al 70, probabilmente tra il 64 ed il 67, ma il ritrovamento archeologico del frammento 7Q5 nelle grotte di Qumran, sicuramente databile a prima dell’anno 50, è oggetto di studio a partire dal 1972, quando fu dimostrato dal teologo José O’Callaghan essere Marco 6,52-53. Il dato non è ancora accettato dalla maggioranza degli studiosi poiché costringerebbe a riconsiderare intere biblioteche teologiche.
Il Vangelo di Marco fu scritto principalmente per i residenti parlanti greco dell’Impero romano. Dalla critica interna del testo si evince infatti la preoccupazione per la spiegazione delle tradizioni giudaiche e per la chiarificazione delle parole aramaiche utilizzate.
I primi tre vangeli sono strettamente connessi tra loro e perciò si parla di vangeli sinottici. Molto dibattuta è stata la questione su come e quanto i tre vangeli utilizzino il materiale reciproco e su quali siano le loro fonti. La tradizione del canone biblico, risalente a Sant’Agostino, identifica con Matteo il vangelo più antico, che sarebbe stato utilizzato da Marco e Luca.
Molti studiosi in epoca moderna sono giunti alla conclusione che il vangelo di Marco sia stato scritto precedentemente agli altri due vangeli, che lo avrebbero utilizzato. Questa precedenza marciana fu ipotizzata già nel XVIII secolo e fu ripresa da più parti verso la metà del XIX secolo.
Secondo la teoria detta delle due fonti, Matteo e Luca avrebbero utilizzato, indipendentemente, il vangelo di Marco, che sarebbe il più antico dei tre, ed un’altra fonte comune, che sarebbe andata persa.
Questa fonte, chiamata documento Q, avrebbe contenuto soprattutto i detti (logia) di Gesù.

Il Vangelo secondo Matteo : presentazione martedì, Lug 11 2006 

L’autore di questo vangelo, secondo la Chiesa, sarebbe uno dei dodici apostoli, Matteo appunto, esattore delle tasse (ex pubblicano). La storia di questo Vangelo è particolarmente interessante.

Il Vangelo secondo Matteo è il più completo dei 4 canonici ed è anche il più lungo. Sino a non molto tempo fa si riteneva che fosse stato il primo Vangelo scritto dal quale sono poi stati estratti gli altri 2 Vangeli Sinottici. Secondo la tradizione la sua prima stesura risalirebbe intorno al 40 D.C., in una versione scritta in Aramaico (in realtà una specie di raccolta di detti) mai giunta a noi, e poi sarebbe stato successivamente tradotto in Greco, che è la lingua con cui tutti i Vangeli sono stati redatti.
Questa ipotesi deriva da San Girolamo che nel suo De viris illustribus (“Sugli uomini illustri”) al cap. III afferma:

“Matteo, detto anche Levi, da pubblicano fattosi Apostolo, fu il primo di Giudea che scrisse il vangelo di Cristo, nella lingua degli Ebrei, per quelli che si erano convertiti al giudaismo” (Cit. da “Opere scelte di San Girolamo” a cura di E. Camisani, Torino, 1971, vol. I, pp. 114-115).

Papia, Vescovo di Hierapolis intorno all’anno 100, invece, in uno dei frammenti dei suoi testi conservati da Eusebio Vescovo di Cesarea (265 D.C. – 340 D.C.), afferma:

“Matteo ordinò in lingua ebraica i detti, ma li tradusse ciascuno come meglio potè”.

I critici moderni sono del tutto certi che in realtà non sia mai esistita una versione proto-vangelica di questo testo, scritta in Aramaico, ed addirittura si da per certo che il Vangelo di Matteo sia posteriore a quello di Marco, e lo si data intorno all’anno 80 D.C., questo perchè al suo interno si trova una citazione della distruzione del Tempio di Gerusalemme avvenuta nel 70 D.C. da parte dei Romani per sedare l’ultima rivolta Giudaica.
Il Vangelo stesso propone una visione molto profonda del pensiero Cristiano e addirittura dei filoni Giudaico-Ellenistici che lo rendono troppo completo e complesso, per essere una prima stesura dei fatti come invece sembra essere il Vangelo di Marco, molto più stringato ed essenziale.

Bereshit martedì, Lug 11 2006 

Salve a tutti. Ho deciso di aprire questo blog per esporre, a chi sarà interessato, il mio esame critico sul Nuovo Testemento, e più precisamente sui 4 Vangeli Canonici.

Questa mia iniziativa è nata dalla semplice curiosità di voler sapere di più sull’immagine storica di questo Yeshua Bar Yosef e sulla sua vera vita. Ho iniziato a fare ricerche 6 mesi fa, mi sono informato tramite libri, siti (più o meno autorevoli) e ho anche avuto modo di confrontare i risultati delle mie ricerche con una comunità Evangelica.

Anche dopo quel confronto i miei risultati e le mie convinzioni non sono cambiate : la figura di Gesù è stata bellamente costruita, la sua vita è stata arricchita di eventi straordinari e persino la sua condanna e la sua morte sono state decise a tavolino dai redattori dei vangeli, che sicuramente non sono quei Matteo, Marco, Luca e Giovanni a cui si attribuiscono.

Finisco questa breve presentazione precisando che il mio non vuole essere un affronto alla fede, ma semplicemente un’analisi critica degli scritti cristiani ed una ricerca del loro reale significato nella storia.

Saluti a tutti e buona lettura.