[1] Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua,

[2] e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mezzo, poiché temevano il popolo.

I Sommi sacerdoti temevano il popolo. Per quale motivo? Forse perchè gli insegnamenti di questo Gesù avrebbe allontanato il popolo da loro? O lo temevano per paura che si rivoltassero contro di loro in modo violento?

[3] Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici.

Abbiamo già visto di come con Satana venga inteso l’Impero Romano, quindi Giuda tradì Gesù e i suoi uomini per via di Roma. Possiamo ricostruire un quadro storico dove uno, o più, degli uomini assoldati dal Cristo si ribellò a lui e lo tradì vendendolo ai romani. Però nel Vangelo nasce un problema: non è possibile mostrare Giuda che consegna Gesù ai Romani perchè questo farebbe di Gesù un rivoluzionario in lotta contro Roma (unico motivo per cui Roma lo avrebbe crocifisso) e avrebbe incolpato proprio i Romani della sua morte, cosa da evitare assolutamente in quanto il nuovo Cristianesimo di Paolo di Tarso doveva proprio mettere radici nel popolo Romano. Che fare quindi? Questo lo sappiamo tutti benissimo:

[4] Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani.

[5] Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro.

[6] Egli fu d’accordo e cercava l’occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.

E così Giuda viene mandato non dai Romani ma dai Sommi Sacerdoti, accordandosi in modo tale da consegnarglielo mentre non era “nascosto dalla folla”, che può essere benissimo interpretato anche con “mentre non era insieme ai suoi uomini/esercito/seguaci”

[7] Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua.

[8] Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: “Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare”.

[9] Gli chiesero: “Dove vuoi che la prepariamo?”.

[10] Ed egli rispose: “Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà

[11] e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?

[12] Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate”.

[13] Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.

Di nuovo ci viene mostrato come Gesù avesse degli agganci in città, in modo tale da muoversi con sicurezza al suo interno. Da notare poi che Gesù non va mai per primo in una città, ma manda sempre i suoi discepoli a predisporre tutto per poi raggiungerli, scortato (“Preparate per noi la Pasqua” e non “per me”), in un secondo momento.

[14] Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui,

[15] e disse: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione,

[16] poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”.

[17] E preso un calice, rese grazie e disse: “Prendetelo e distribuitelo tra voi,

[18] poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio”.

[19] Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”.

[20] Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi”.

Ed eccoci all’istituzione dell’Eucarestia, pratica dove i fedeli “mangiano” la propria divinità. Dovremmo soffermarci a ragionare su un dettaglio però: una richiesta del genere da parte di un Ebreo ad altri Ebrei avrebbe scaturito uno scandalo immenso, è dunque poco probabile che questo discorso sia rialmente avvenuto, anche tenendo conto che Gesù e i suoi erano una setta religiosa particolare.

[21] “Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola.

[22] Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!”.

Qui invece abbiamo il paradosso del libero arbitrio, che vi ripropongo: Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma per andarsene deve per forza essere tradito da Giuda, eppure Gesù dice “guai a quell’uomo dal quale è tradito!” come se avesse una colpa. Se Giuda doveva tradire per forza Gesù, affinche egli adempisse a quanto era stato stabilito, allora non può avere nessuna colpa.

[23] Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò.

[24] Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande.

In Luca la discussione di chi di loro poteva essere il più grande viene inserita nel contesto della Pasqua, a differenza di Marco e Matteo che la mettono durante il viaggio verso Gerusalemme.

[25] Egli disse: “I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori.

[26] Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve.

[27] Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.

[28] Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove;

[29] e io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me,

[30] perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.

Come possiamo leggere, il piano di Gesù non è certo rivolto al mondo intero ma ad Israele soltanto, e lo sottolinea dicendo che i Dodici siederanno al trono (di Israele) con lui, a giudicare le Dodici tribù che lo compongono.

[CUT: Pietro mi rinnegherai 3 volte prima che il gallo canti]

[35] Poi disse: “Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?”. Risposero: “Nulla”.

[36] Ed egli soggiunse: “Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.

Ed ecco che Gesù prepara i suoi uomini, affinchè siano pronti ad affrontare ciò che gli aspetta, ovvero lo scontro con i Romani a Gerusalemme.

[37] Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine”.

[38] Ed essi dissero: “Signore, ecco qui due spade”. Ma egli rispose “Basta!”.

Il botta e risposta del versetto 38 è molto misterioso, non si capisce per quale motivo Gesù abbia risposto “Basta!” alla vista di due sole spade, spade che lui stesso aveva detto di andare a acquistare.

[39] Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono.

[CUT: Gesù prega il Signore che gli venga tolta la sua missione, ma tuttavia dice di fare la sua volontà e non la propria]

[46] E disse loro: “Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione”.

[47] Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo.

Anche in Luca viene di nuovo sottolineato che Giuda era uno dei Dodici, come se l’autore si fosse dimenticato che aveva già precisato questo dettaglio all’inizio del capitolo

[48] Gesù gli disse: “Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?”.

[49] Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: “Signore, dobbiamo colpire con la spada?”.

[50] E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro.

[51] Ma Gesù intervenne dicendo: “Lasciate, basta così!”. E toccandogli l’orecchio, lo guarì.

[52] Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: “Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante?

[53] Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre”.

la frase “impero delle tenebre” è piuttosto unica nel contesto Evangelico, questo perchè Luca è molto più romanzato e ricco di parafrasi rispetto agli altri sinottici. Fatto sta che Gesù viene catturato dalle guardie del Sinedrio, pur facendo notare egli stesso che era stato al Tempio ogni giorno ma che non l’avevano arrestato allora, per un motivo che probabilmente sfugge pure a lui. In realtà questo arresto è così strambo e singolare, proprio perchè non è mai avvenuto, e Giovanni ci darà un dettaglio fondamentale per capire cosa accadde veramente.

[54] Dopo averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano.

[55] Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro.

[56] Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: “Anche questi era con lui”.

[57] Ma egli negò dicendo: “Donna, non lo conosco!”.

[58] Poco dopo un altro lo vide e disse: “Anche tu sei di loro!”. Ma Pietro rispose: “No, non lo sono!”.

[59] Passata circa un’ora, un altro insisteva: “In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo”.

Un Galileo. Ricordate chi erano i Galilei? Esatto, erano i briganti rivoluzionari nati da quel Giuda il Galileo, erano i sovversivi contro il potere di Roma in Palestina. E’ piuttosto curioso che a Pietro venga assegnato il titolo di Galileo piuttosto che di predicatore o di placido discepolo del buon maestro.

[60] Ma Pietro disse: “O uomo, non so quello che dici”. E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò.

[61] Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: “Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte”.

[CUT: Gesù viene schernito e percosso]

[66] Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli dissero:

[67] “Se tu sei il Cristo, diccelo”. Gesù rispose: “Anche se ve lo dico, non mi crederete;

[68] se vi interrogo, non mi risponderete.

[69] Ma da questo momento starà il Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza di Dio”.

[70] Allora tutti esclamarono: “Tu dunque sei il Figlio di Dio?”. Ed egli disse loro: “Lo dite voi stessi: io lo sono”.

[71] Risposero: “Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca”.

A questo punto viene da chiedersi, ma se gli Ebrei aspettavano il messia, il Cristo, perchè ucciderlo invece di esultare ed accoglierlo? Teologicamente sappiamo che il tutto si riduce ad uno squallido “non l’hanno riconosciuto, come non hanno riconosciuto Elia e i profeti” ma la realtà è che il messia, guerriero unto del Signore che combatte contro i nemici di Israele, non fu mai processato dal sinedrio e dai sacerdoti, ma catturato dai Romani, processato dai Romani e crocifisso dai Romani.

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