[1] Un giorno, mentre istruiva il popolo nel tempio e annunziava la parola di Dio, si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo:
[2] “Dicci con quale autorità fai queste cose o chi è che t’ha dato quest’autorità”.

[3] E Gesù disse loro: “Vi farò anch’io una domanda e voi rispondetemi:

[4] Il battesimo di Giovanni veniva dal Cielo o dagli uomini?”.

[5] Allora essi discutevano fra loro: “Se diciamo “dal Cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”.

[6] E se diciamo “dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni è un profeta”.

[7] Risposero quindi di non saperlo.

[8] E Gesù disse loro: “Nemmeno io vi dico con quale autorità faccio queste cose”.

Discorso piuttosto conosciuto, tra gli estimatori teologici di Gesù. In questo botta e risposta, Gesù fa scacco matto ai sommi sacerdoti che si trovano nell’impossibilità di rispondere. Eppure, pur essendo una trovata geniale, rimane una trovata letteraria che ha poco da spartire con la realtà, e la stessa frase ci da gli indizi per capirlo. Leggiamo che se i Sacerdoti avessero risposto “dagli uomini”, sarebbero stati lapidati, in quanto Giovanni Battista era creduto un profeta (cosa comunque falsa). Questo ci fa capire di quanto la religione fosse importante per gli Ebrei, però porta alla luce anche un fatto molto contradditorio, riguardante Gesù: il lavorare durante il Sabato. Come abbiamo letto più volte, Gesù infrange la legge dello Shabbat, e con lui i suoi discepoli. Questa infrazione gli sarebbe costata istantaneamente la vita. Com’è possibile dunque, che sia tranquillamente seduto nel tempio ad insegnare? Esatto. Non è possibile.

[9] Poi cominciò a dire al popolo questa parabola: “Un uomo piantò una vigna, l’affidò a dei coltivatori e se ne andò lontano per molto tempo.

[CUT: La parabola del vigneto]

[19] Gli scribi e i sommi sacerdoti cercarono allora di mettergli addosso le mani, ma ebbero paura del popolo. Avevano capito che quella parabola l’aveva detta per loro.

[20] Postisi in osservazione, mandarono informatori, che si fingessero persone oneste, per coglierlo in fallo nelle sue parole e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore.

Altro fatto assurdo. I Sommi sacerdoti non avrebbero mai avuto bisogno di “coglierlo in fallo” per consegnarlo al Governatore Romano, in quanto avevano già tutte le prove che volevano per poterlo lapidare : insegnamento contrario alla Torah, non santificava lo Shabbat, aveva creato disordini nel tempio, etc… ed, in ogni caso, il Governatore Romano non avrebbe saputo che farsene di un “rabbi eretico”, in quanto le questioni religiose non erano certo di sua competenza. Per quale motivo, dunque, sono presenti questi passi, dove si vuol mostrare i Sacerdoti “malvagi” che tentano di incolpare Gesù? Avremo la risposta a questa domanda durante il processo di Gesù davanti a Pilato

[21] Costoro lo interrogarono: “Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni secondo verità la via di Dio.

[22] È lecito che noi paghiamo il tributo a Cesare?”.

[23] Conoscendo la loro malizia, disse:

[24] “Mostratemi un denaro: di chi è l’immagine e l’iscrizione?”. Risposero: “Di Cesare”.

[25] Ed egli disse: “Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”.

Questa è la frase cardine del movimento Paolino, che mostra ai Romani quanto gli insegnamenti di Gesù non fossero affiliati al movimento rivoltoso Esseno-Zelota. Questo passo fu studiato ad arte dai redattori dei vangeli per aggraziarsi appieno i Romani.

[26] Così non poterono coglierlo in fallo davanti al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.

[27] Gli si avvicinarono poi alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda:

[CUT: domanda sui mariti e sulle mogli, riguardante la resurrezione, e definizione di dio come Dio dei Vivi]

[39] Dissero allora alcuni scribi: “Maestro, hai parlato bene”.

[40] E non osavano più fargli alcuna domanda.

[41] Egli poi disse loro: “Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide,

[42] se Davide stesso nel libro dei Salmi dice:
Ha detto il Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,

[43] finché io ponga i tuoi nemici
come sgabello ai tuoi piedi?

[44] Davide dunque lo chiama Signore; perciò come può essere suo figlio?”.

A questo punto porrei io una domanda ai redattori dei Vangeli: se è così, allora perchè tanto affanno per dare discendenza Davidica a Gesù?

[45] E mentre tutto il popolo ascoltava, disse ai discepoli:

[46] “Guardatevi dagli scribi che amano passeggiare in lunghe vesti e hanno piacere di esser salutati nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti;

[47] divorano le case delle vedove, e in apparenza fanno lunghe preghiere. Essi riceveranno una condanna più severa”.

E’ molto ironico il fatto che la Chiesa Cattolica usi i 4 vangeli canonici come testi sacri, quando negli stessi troviamo dei passi che se letti in un certo modo, sembrano proprio essere rivolti a lei, non trovate? A quanto pare, dai tempi dei redattori dei Vangeli ad oggi non è cambiato poi molto, in coloro che si arrogano il diritto di avere l’unica e sola verità fra le mani.

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