[1] Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi:

[CUT: La parabola del Giudice]

[9] Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri:

[10] “Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.

[11] Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.

[12] Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.

[13] Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.

[14] Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”.

Ennesima parabola Paolina atta ad esaltare i Pubblicani e a denigrare i Farisei/Ebrei, in modo da infatuare il lettore Romano.

[15] Gli presentavano anche i bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano.

[16] Allora Gesù li fece venire avanti e disse: “Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.

[17] In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà”.

Il classico passaggio dei bambini, simboli di purezza e pura fede.

[18] Un notabile lo interrogò: “Maestro buono, che devo fare per ottenere la vita eterna?”.

[19] Gesù gli rispose: “Perché mi dici buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio.

Il versetto 19 cozza pesantemente con il dogma della Chiesa secondo il quale Dio è uno e trino. Da come abbiamo visto dai Vangeli la singolarità di Gesù e di Dio è sufficientemente sottolineata, da nessuna parte nei vangeli viene detto che Gesù è Dio, o viceversa.

[20] Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre”.

[21] Costui disse: “Tutto questo l’ho osservato fin dalla mia giovinezza”.

[22] Udito ciò, Gesù gli disse: “Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi”.

Ed ecco la pratica Essena del vendere tutti i propri beni per la comunità, per poter seguire il Maestro della Saggezza. Questo versetto è palesemente identico alla richiesta della comunità Essena, come prescritto dal rotolo della comunità, ed è uno dei passi più antichi dei Vangeli, uno di quei passi che ci mostra il messianismo originale Esseno-Zelota.

[23] Ma quegli, udite queste parole, divenne assai triste, perché era molto ricco.

[24] Quando Gesù lo vide, disse: “Quant’è difficile, per coloro che possiedono ricchezze entrare nel regno di Dio.

[25] È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio!”.

Quella del versetto 25 è una delle frasi più famose di Gesù. Peccato sia stata tradotta male. Il termine originale greco non parlava di Cammelli ma di una tipologia di filo molto spesso (perdonatemi ma non sono riuscito a trovare il termine e il nome giusto) che di certo non riesce a passare per la cruna di un ago. Il significato rimane lo stesso, ma perlomeno gli esempi usati diventano plausibili.

[26] Quelli che ascoltavano dissero: “Allora chi potrà essere salvato?”.

[27] Rispose: “Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio”.

Ovvero perdonare i peccati più gravi.

[28] Pietro allora disse: “Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose e ti abbiamo seguito”.

[29] Ed egli rispose: “In verità vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio,

[30] che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà”.

[31] Poi prese con sé i Dodici e disse loro: “Ecco, noi andiamo a Gerusalemme, e tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo si compirà.

[32] Sarà consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi

[33] e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà”.

[34] Ma non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.

Risulta buffo vederei Dodici che non capiscono la cosa più chiara ed esplicita che Gesù gli dice, forse l’unica non detta in parabola.

[35] Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada.

[CUT: Gesù ridà la vista al cieco]

Come sempre, questi miracoli sono da vedere in senso puramente spirituale, e non terreno. Il “ridare la vista” è un sinonimo di “aprire gli occhi” o “vedere la verità”, in pratica è un’apertura mentale tramite gli insegnamenti di Gesù.

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