Capitolo 15

[1] Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.

Ricordiamo ancora una volta che i pubblicani sono i Romani e i “peccatori” sono tutti quelli che adoravano altri dei o che semplicemente non seguivano la Torah. Il fatto che ogni tanto appaiano frasi di questo genere, che fanno vedere come i Romani fossero vicini alla parola di Gesù, è da inserire nella riforma di Paolo di Tarso, atta a stravolgere il significato messianico originale riscrivendo il tutto in un ottica a favore dei Romani e dei Gentili.

[2] I farisei e gli scribi mormoravano: “Costui riceve i peccatori e mangia con loro”.

[3] Allora egli disse loro questa parabola:

[CUT: La percorella smarrita]

[11] Disse ancora: “Un uomo aveva due figli.

[CUT: Il figlio prodigo]

[32] ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

Il versetto che avete appena letto rientra nel discorso di resurrezione che faremo più avanti. Come potete leggere il padre dice, rivolto al figlio che ha abbandonato la casa, ma che poi è tornato, che è “morto” ed “è tornato in vita”. Immagino che ormai abbiate capito il vero senso della parola resurrezione, ma in ogni caso ne parleremo più approfonditamente in un articolo apposito.

Capitolo 16

[1] Diceva anche ai discepoli: “C’era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.

[CUT: parabola dell’amministratore disonesto col significato di:]

[13] Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a mammona”.

[14] I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui.

[15] Egli disse: “Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio.

Come avrete notato voi stessi, in questo capitolo siamo tornati alla catechesi, con un Gesù più spirituale e teologico.

[16] La Legge e i Profeti fino a Giovanni; da allora in poi viene annunziato il regno di Dio e ognuno si sforza per entrarvi.

[17] È più facile che abbiano fine il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge.

[18] Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio.

[19] C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente.

[20] Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe,

Ecco un’apparizione molto strana: un mendicante di nome Lazzaro, lo stesso nome che nel vangelo di Giovanni sarà dato ad uno degli amici più cari di Gesù. Quando arriveremo a discuterne all’analisi del vangelo di Giovanni, torneremo anche su questo passo.

[21] bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.

[22] Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto.

[23] Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.

[24] Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.

[25] Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.

[26] Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.

Questa immagine dell’aldilà è molto simile alla visione Ellenistica del concetto di “paradiso” ed “inferno”, concetto che era del tutto sconosciuto agli Ebrei e nel messianismo delle origini.

[27] E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre,

[28] perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento.

[29] Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro.

[30] E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno.

[31] Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi”.

Questi capitoli sono stati probabilmente inseriti posteriormente alla stesura del testo originale. Sono brevi, sono colmi solo di una catechesi tarda, rispetto al periodo in cui il testo originale è stato scritto, e sono scritti in un modo differente. La stratificazione dei testi Evangelici non è poi così differente dagli strati geologici della terra, dove quello che vediamo è lo strato più recente. Allo stesso modo, nei vangeli, quello che leggiamo è la summa delle aggiunte/modifiche/rettifiche/cancellazioni che sono state effettuate nel corso dei secoli, e se vogliamo arrivare al testo originale, non ci rimane che scavare.

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