[1] Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo.

[CUT: Gesù cura, per l’ennesima volta, un malato, durante il Sabato]

[7] Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola:

[CUT: Gli ultimi saranno i primi e i primi saranno gli ultimi]

[12] Disse poi a colui che l’aveva invitato: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio.

[13] Al contrario, quando dài un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi;

[14] e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”.

Come abbiamo già visto, nel messianismo originale, i poveri erano gli Esseni, mentre i malati sono coloro che non seguivano le prescrizioni Essene. Col passare dei secoli e con la riforma Paolina, il significato originale si è perso, diventando letteralmente quello che descrive.

[15] Uno dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: “Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!”.

[CUT: Parabola della cena a cui gli invitati non partecipano a causa di beni terreni]

[25] Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse:

[26] “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.

Ritorna qui la disciplina Essena del rinnegare se stessi per poter far parte della loggia, come prescritto dal rotolo della Comunità

[27] Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.

Qui invece abbiamo il prerequisito Zelota, ovvero l’accettare la propria fine sulla croce e quindi “portarsela dietro”

[CUT: chi costruirebbe una torre senza calcolarne la spesa? Chi affronterebbe con diecimila uomini una forza di ventimila?]

[35] […] Chi ha orecchi per intendere, intenda”.

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