[1] In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.

Attenzione! Un riferimento ai rivoluzionari in piena vista, evento unico per ora nei tre vangeli sinottici. Come leggiamo nel versetto, qui si parla anche di Pilato e probabilmente si ci sta riferendo alla punizione tramite pena capitale delle sommosse e rivolte che all’epoca lo avevano costretto a trasferire la sua base operativa direttamente a Gerusalemme, per poter meglio gestire i rivoltosi.

[2] Prendendo la parola, Gesù rispose: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte?

[3] No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

Quindi la sola rivolta contro Roma, non basta. Bisogna anche sposare il nuovo messianismo Esseno, per far si che gli sforzi dei rivoltosi servano a qualcosa. Questi 3 versetti sono molto importanti per la nostra ricerca storica, in quanto sono l’unica testimonianza Evangelica vicina alla realtà storica.

[4] O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?

[5] No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”.

[CUT: Parabola del Fico col significato di “mai perdere la speranza”]

[10] Una volta stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato.

[11] C’era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo.

[12] Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: “Donna, sei libera dalla tua infermità”,

[13] e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.

[14] Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: “Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato”.

[15] Il Signore replicò: “Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi?

[16] E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott’anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?”.

Vi ricordo ancora di come Satana, ovvero il nemico, sia Roma è che il fatto di essere “posseduti” significa essere affiliati in qualche modo ai Romani, come schiavi o come semplici adoratori dei loro dei.

[17] Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

Questo mivimento “anti-shabbat” fu uno dei cardini della politica di rivoluzione di Paolo di Tarso, che rivisitò il culto messianico in modo tale da proporlo ai gentili, allontanandolo dal messianismo-giudaico originale.

[18] Diceva dunque: “A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò?

[CUT: parabole di descrizione del Regno di Dio]

[22] Passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme.

[23] Un tale gli chiese: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. Rispose:

[24] “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.

[25] Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete.

[26] Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze.

[27] Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità!

[28] Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.

Qui siamo nella pura catechesi Paolina, dove l’amore universale e il perdono sono del tutto sconosciuti, pur essendo presenti nel testo nei capitoli precedenti.

[29] Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.

[30] Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi”.

[31] In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli: “Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere”.

Perchè Erode, e qui si dovrebbe parlare di Erode Antipa, figlio di Erode il Grande, avrebbe voluto morto Gesù? Molto semplice: la famiglia di Erode il Grande aveva usurpato la reggenza di Israele dalla famiglia degli Asmonei, più precisamente Erode il Grande aveva ucciso Ircano II e preso il suo posto, grazie al favore concessogli da Roma, ed Ircano II era il diretto antagonista della famiglia degli Asmonei. Una volta morto gli Asmonei sarebbero voluti salire al trono di Gerusalemme, ma Roma designò come tetrarca Erode, e dopo di lui i suoi figli. E chi era nel primo secolo il discendente degli Asmonei? Giuda il Galileo e i suoi figli, che avevano covato l’odio contro la stirpe Erodiana e contro Roma.

[32] Egli rispose: “Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito.

[33] Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.

[34] Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!

[35] Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”.

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