[1] Nel frattempo, radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: “Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia.

Ecco che si ripresenta il concetto di “gnosi” tramite il cibo. Il lievito dei Farisei è qui ovviamente inteso come la dottrina e gli insegnamenti dei Farisei.

[2] Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.

[3] Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.

[4] A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla.

[5] Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui.

Qui Gesù ci presenta una nuova sfaccettatura della sua dottrina: dopo amare il prossimo, porgere l’altra guancia ma scagliare maledizioni contro chi non crede in lui, ecco ora apparire il Padre celeste che ama tutti, ma che è da temere perchè ha il potere di scagliarti nel fuoco della Geenna.

[6] Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.

[7] Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri.

[8] Inoltre vi dico: Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio;

[9] ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.

[10] Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato.

Dunque, in sintesi, all’amare il prossimo c’è un limite. Dal complesso intreccio teologico che stiamo leggendo, si evince la stesura stratificata che il Vangelo di Luca ha subito. Troviamo l’amore universale Indo-Europeo, troviamo i demoni Ellenistici ed infine, sotto a tutto, troviamo il messianismo delle origini.

[CUT: segue un lungo discorso su quanto sia meglio avere un tesoro nei cieli, piuttosto che in terra]

[41] Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”.

[CUT: la risposta di Gesù è un’altra parabola sulla punizione che infligge Dio a chi trasgredisce la sua legge, conoscendola oppure no.]

[49] Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!

[50] C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!

[51] Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.

Questa frase di Gesù è una delle più rivisitate dei Vangeli. Come abbiamo visto in Matteo, Gesù non parla di divisione, ma di Spada. Ma, a discapito di come la si voglia tradurre, sapendo i retroscena storici del periodo, capiamo benissimo di che cosa si sta parlando: non di Pace, ma di divisione. Della divisione tra Ebrei Esseni e il resto del mondo, fatto di infedeli. Questa frase è pregna del messaggio messianico di purificazione di Israele dagli infedeli, e dell’innalzare il popolo Eletto ad unico e solo sovrano della propria terra promessa.

[52] D’ora innanzi in una casa di cinque persone

[53] si divideranno tre contro due e due contro tre;
padre contro figlio e figlio contro padre,
madre contro figlia e figlia contro madre,
suocera contro nuora e nuora contro suocera”.

[54] Diceva ancora alle folle: “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade.

[55] E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade.

[56] Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?
[57] E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?

[58] Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione.

[59] Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo”.

Con “avversario” si intende ovviamente Roma. Notate infatti come il “quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato” venga associato al fatto che “il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione”. Detta così sembra che ogni volta che “l’avversario” ti porta dal giudice, tu sei automaticamente condannato. Possibile? La risposta è si, solo se sostituiamo “avversario” con Roma e “giudice” con tribuno, prefetto, o comunque la forza legislativa Romana del caso. Gesù qui infatti si riferisce ai processi di Roma in terra Palestinese, che venivano fatti contro i rivoluzionari e che finivano per forza a sfavore dell’imputato.

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