[1] Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”.

[CUT: Il Padre Nostro e discorso su “chiedete e vi sarà dato”]

[14] Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate.

[15] Ma alcuni dissero: “È in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni”.

Beelzebul, traslitterazione dall’Aramaico “Signore delle mosche” era uno dei vari culti idolatri che coesistevano con la religione Ebraica Yawista, in Palestina. Era dunque un culto “malvagio” anche agli occhi del movimento Esseno. Potrebbe anche darsi che il culto di Beelzebul arrivò in Palestina tramite le influenze Ellenistiche e Romane

[16] Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.

[17] Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: “Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra.

[18] Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl.

Un discorso spirituale, ma anche molto materiale e politico. Se il nemico, Satana, Roma, ha il suo regno diviso, come potrà reggersi in piedi? Questa critica è mossa riguardo al fatto che Roma non ha un Dio unico, ma accoglie e accetta ogni culto, al contrario della corrente Essena che aborriva ogni altra divinità, vedendo solo la propria come unica e vera.

[19] Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici.

[20] Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio.

[21] Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro.

[22] Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l’armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino.

[23] Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.

[24] Quando lo spirito immondo esce dall’uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito.

[25] Venuto, la trova spazzata e adorna.

[26] Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima”.

Il numero sette era un numero malvagio, a causa della città dai sette colli, ovvero Roma. Vedremo meglio questo concetto molto più avanti, nell’Apocalisse di Giovanni

[27] Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”.

[28] Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.

[29] Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: “Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona.

[30] Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.

[31] La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui.

In questi passi Gesù fa dei rimandi Biblici, riguardanti il periodo del Re Salomone

[32] Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui.

[33] Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce.

[34] La lucerna del tuo corpo è l’occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.

[35] Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra.

[36] Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore”.

Passi molto importanti per la catechesi, che introducono ed enfatizzano il concetto di luce e di tenebra, poco discusso nel resto del testo, a parte sporadiche citazioni.

[37] Dopo che ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e si mise a tavola.

[38] Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.

[39] Allora il Signore gli disse: “Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità.

[40] Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno?

[41] Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo.

[42] Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erbaggio, e poi trasgredite la giustizia e l’amore di Dio. Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre.

Ed ecco qui la condanna di Gesù ai Farisei che pagano il dazio a Roma. La decima fu la scintilla che fece scatenare la rivolta Giudaica che sfociò nella ben nota Guerra Giudaica, narrata da Giuseppe Flavio, Guerra che dovrebbe essere in corso durante gli eventi narrati nel Vangelo, ma che stranamente non appare neanche come aneddoto, minando pesantemente la credibilità storica degli eventi che leggiamo.

[43] Guai a voi, farisei, che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze.

[44] Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo”.

[45] Uno dei dottori della legge intervenne: “Maestro, dicendo questo, offendi anche noi”.

[46] Egli rispose: “Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!

[47] Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi.

[48] Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri.

[49] Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno;

[50] perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo,

[51] dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.

Dunque, secondo Gesù, Dio ha mandato apposta Profeti ed Apostoli al massacro, solo per poter poi punire i loro assassini. Qualcosa, decisamente, non torna. E come se io facessi uccidere volontariamente mio figlio e poi me la prendessi con chi l’ha ucciso.

[52] Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l’avete impedito”.

[53] Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti,

[54] tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Da notare come tutto, all’epoca, si basasse sulla parola. Il Verbo aveva un’importanza superiore anche allo scritto, dato che sarebbe bastata una parola sbagliata da parte di Gesù per dare diritto ai Farisei e ai Dottori di lapidarlo seduta stante.

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