[1] Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

[2] Diceva loro: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.

[3] Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;

Oltre ai Dodici Apostoli, a quanto pare Gesù ne designò anche altri 72 di cui non sappiamo nulla. Da notare che anche qui il numero non è a caso. 72 è lo stesso numero degli scribi che, secondo la leggenda, avevano trascritto la Bibbia dall’Ebraico al Greco, creando la cosidetta Bibbia dei Settanta, o LXX, sulla quale sono stati redatti i Vangeli.

[4] non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.

[5] In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.

[6] Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.

[7] Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.

I 72 Discepoli devono andare in una casa e stabilirsi li, mangiando e bevendo le scorte dei padroni. Anche se qui leggiamo il tutto in una nuova chiave pacifica, non possiamo non ripensare alle scorribande dei rivoluzionari Esseno-Zeloti, che razziavano i piccoli paesi per procacciarsi vettovaglie.

[8] Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,

[9] curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.

[10] Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite:

[11] Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino.

[12] Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.

[13] Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, già da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere.

[14] Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi.

[15] E tu, Cafarnao,
sarai innalzata fino al cielo?
Fino agli inferi sarai precipitata!

E di nuovo, del discorso del perdono e del “porgere l’altra guancia” non vi è traccia. Qui Gesù predica la punizione divina contro chi non ha creduto in lui, augurando, a quelle città che non lo accoglievano, una sorte peggiore di Sòdoma, che ricordo è stata distrutta da una pioggia di fuoco e zolfo.

[16] Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato”.

[17] I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome”.

[18] Egli disse: “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore.

[19] Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare.

[20] Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”.

[21] In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto.

[22] Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.

Questo passo sarebbe da far commentare al Professor Liggio, quindi vi rimando all’articolo di qualche tempo fa, nel quale troverete il probabile profilo psicologico del Gesù dei Vangeli

[23] E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete.

[24] Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l’udirono”.

Che è un rimando al fatto che molti avevano tentato di soverchiare il governo Romano in Palestina, ma nessuno si era mai avvicinato all’obbiettivo tanto quanto gli Zeloti di Giuda di Gamala.

[25] Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: “Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?”.

[26] Gesù gli disse: “Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?”.

[27] Costui rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”.

Ecco riapparire l’amore indiscriminato. E le città condannate a sprofondare negli inferi qualche versetto prima?

[28] E Gesù: “Hai risposto bene; fà questo e vivrai”.

[29] Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo?”.

[30] Gesù riprese:
“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.

[31] Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte.

[32] Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.

[33] Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione.

[34] Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.

[35] Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.

[36] Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”.

[37] Quegli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse: “Và e anche tu fà lo stesso”.

Insomma, Gesù, dopo aver minacciato la distruzione delle città che non accoglievano la sua parola, si rimette a predicare l’amore e la compassione per il prossimo, in completa auto-contraddizione

[38] Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa.

[39] Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola;

[40] Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.

[41] Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,

[42] ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”.

La risposta di Gesù è alquanto discutibile, ma teologicamente parlando è sicuramente meglio occuparsi del culto e del proprio spirito, piuttosto che delle cose terrene. Come per il primo episodio di discorsi di amore e compassione, anche questi esempi appaiono letteralmente differenti dal resto del testo, facendo salire il dubbio che siano interpolazioni successive alla prima stesura del testo.

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