[1] In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.

[2] C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni,
I sette demoni sono stati associati ai sette segreti del culto di Ishtar, una variante della Dea Madre

[3] Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

Insieme a Gesù c’era addirittura la moglie dell’amministratore di Erode, fatto alquanto curioso, visto i precedenti secondo Matteo.

[4] Poiché una gran folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, disse con una parabola:

[CUT: parabola del seminatore]

[9] I suoi discepoli lo interrogarono sul significato della parabola.

[10] Ed egli disse: “A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo in parabole, perchè
vedendo non vedano
e udendo non intendano.

Ed ecco l’iniziazione ai segreti messianici. Secondo Gesù solo i discepoli (da non confondere con i Dodici, discepoli d’elite) possono capire il significato della parabola, mentre chi non fa parte della setta non deve capirne il senso.

[11] Il significato della parabola è questo: Il seme è la parola di Dio.

[CUT: spiegazione della parabola]

[16] Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce.

[17] Non c’è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce.

Ragionamento che entra in conflitto con il concetto di parabola: se lui parla in modo che gli altri non capiscano, ovvero in modo segreto, allora cioè che dice dovrà prima o poi venire alla luce

[18] Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere”.

Altra frase piuttosto enigmatica, che probabilmente ha perso il suo significato originale a causa delle modifiche apportate ai testi , e difatti viene detta in un punto del testo dove risulta piuttosto incomprensibile. In ogni caso, uno dei significati, è che a chi ha “fede nel regno dei cieli” sarà dato, ma a chi non ha “fede nel regno dei cieli” sarà tolto.

[19] Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.

Ennesimo passo dove si sottolinea che Gesù aveva anche dei fratelli, fatto che nega la decantata verginità perperuta di Maria

[20] Gli fu annunziato: “Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti”.

Tua madre e i tuoi fratelli. Non tua madre e i tuoi cugini/parenti/conoscenti come alcune letture vogliono forzare, sostenendo che l’originale parola aramaica intendesse quel tipo di parentela. Qui si parla di fratelli, con la parola greca che identifica inequivocabilmente un fratello di sangue co-uterino.

[21] Ma egli rispose: “Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.

[22] Un giorno salì su una barca con i suoi discepoli e disse: “Passiamo all’altra riva del lago”. Presero il largo.

Siamo sempre nel lago di Tiberieda, o Mare della Galilea

[23] Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Un turbine di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo.

[24] Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: “Maestro, maestro, siamo perduti!”. E lui, destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e si fece bonaccia.

[25] Allora disse loro: “Dov’è la vostra fede?”. Essi intimoriti e meravigliati si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque costui che dà ordini ai venti e all’acqua e gli obbediscono?”.

A quanto pare curare gli infermi e resuscitare i morti non bastava per meravigliare i suoi discepoli.

[26] Approdarono nella regione dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea.

[27] Era appena sceso a terra, quando gli venne incontro un uomo della città posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma nei sepolcri.

[28] Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: “Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!”.

[29] Gesù infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti s’era impossessato di lui; allora lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti.

[30] Gesù gli domandò: “Qual è il tuo nome?”. Rispose: “Legione”, perché molti demòni erano entrati in lui.

Oppure perchè la Legione Romana era vista come un demone nella terra di Israele, secondo il messianismo originale.

[31] E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso.

[32] Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise.

Qui si denota la completa ignoranza dei redattori del vangelo di Luca. E’ impossibile che ci fosse un branco di porci a pascolare, dato che il maiale era un animale impuro agli occhi degli Ebrei. Questo semplice dettaglio basterebbe a far capire come chi ha redatto il vangelo non solo non era mai stato in Palestina, ma aveva anche una conoscenza sommaria delle leggi Ebraiche.

[33] I demòni uscirono dall’uomo ed entrarono nei porci e quel branco corse a gettarsi a precipizio dalla rupe nel lago e annegò.

[34] Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nei villaggi.

Se vi era sorto il dubbio che con “branco di porci” si intendesse un branco allo stato brado, ecco che il vangelo si concede un’auto-scacco matto mostrandoci i mandriani che fuggono.

[35] La gente uscì per vedere l’accaduto, arrivarono da Gesù e trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù; e furono presi da spavento.

[36] Quelli che erano stati spettatori riferirono come l’indemoniato era stato guarito.

[37] Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Gesù, salito su una barca, tornò indietro.

Di cosa avevano paura? Di un buon uomo che scacciava i demoni? Di un Ebreo che uccideva maiali? O di un gruppo di rivoluzionari che si era spinto sino alla loro costa e che aveva attaccato una Legione Romana, attirandosi addosso l’ira dell’Impero?

[38] L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo:

[39] “Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto”. L’uomo se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto.

Era pratica diffusa, curiosamente, il lasciare in vita una persona nel gruppo degli avversari così da fargli raccontare della furia e della forza di cui erano dotati gli Zeloti (fonte discutibile, ma ho voluto farvelo sapere comunque)

[40] Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, poiché tutti erano in attesa di lui.

[41] Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua,

[42] perché aveva un’unica figlia, di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno.

[43] Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, e che nessuno era riuscito a guarire,

Curiosa la ripetizione a catena del numero dodici in questi due versetti, per l’età della bambina prima e per la durata della malattia di un’altra donna dopo.

[44] gli si avvicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò.

[45] Gesù disse: “Chi mi ha toccato?”. Mentre tutti negavano, Pietro disse: “Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia”.

[46] Ma Gesù disse: “Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me”.

[47] Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, si fece avanti tremando e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò davanti a tutto il popolo il motivo per cui l’aveva toccato, e come era stata subito guarita.

[48] Egli le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata, và in pace!”.

[49] Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: “Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro”.

[50] Ma Gesù che aveva udito rispose: “Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata”.

[51] Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all’infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla.

[52] Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: “Non piangete, perché non è morta, ma dorme”.

[53] Essi lo deridevano, sapendo che era morta,

[54] ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: “Fanciulla, alzati!”.

[55] Il suo spirito ritornò in lei ed ella si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare.

[56] I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

Richiesta particolare, dato che tutto il paese e la folla che lo seguiva, aveva sentito distintamente il servo della casa del capo che diceva che la bambina era morta. Ma questa è una semplice battuta e come già detto analizzaremo il significato della resurrezione più a fondo, in un articolo apposito, ma ricordatevi molto bene di questo episodio, il perchè lo saprete all’analisi del miracolo di Lazzaro, nel vangelo di Giovanni. Scoprirete dei dettagli molto interessanti.

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