[1] Quando ebbe terminato di rivolgere tutte queste parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafarnao.

Ecco svelato il luogo del discorso, quella Cafarnao in cui il Vangelo di Matteo colloca la casa di Gesù.

[2] Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro.

[3] Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo.

[4] Costoro giunti da Gesù lo pregavano con insistenza: “Egli merita che tu gli faccia questa grazia, dicevano,

[5] perché ama il nostro popolo, ed è stato lui a costruirci la sinagoga”.

Chi sarà mai questo Centurione che costruì una sinagoga ai Giudei? E soprattutto c’è una sinagoga a Cafarnao? In effetti una sinagoga esiste, perlomeno a Telhun, sito che ha vinto la contesa su chi fosse la vera Cafarnao, ma è datata al quarto secolo dopo cristo. E’ anche vero che sotto a detta sinagoga è stata trovata un’altra costruzione che “forse” può risalire al primo secolo, ma in nessuno scritto extravangelico viene mai descritta una sinagoga ne tantomeno un paese denominato precisamente Cafarnao, ai tempi di Gesù. Le probabilità poi che detta sinagoga possa essere stata costruita da un centurione Romano sono al limite dello zero.

[6] Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: “Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto;

[7] per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito.

[8] Anch’io infatti sono uomo sottoposto a un’autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all’uno: Và ed egli va, e a un altro: Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fà questo, ed egli lo fa”.

[9] All’udire questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: “Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!”.

Da notare come questo episodio sia stato scritto per piacere dei Romani. I Vangeli furono redatti e modificati dal culto messianico originale per poterli presentare ad un pubblico Romano, e dunque aggiungere un episodio dove Gesù sostiene di non aver trovato una fede così grande nemmeno in Israele ma in un Romano è un passo fondamentale di questa politica.

[10] E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

[11] In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla.

Anche di Nain si sa ben poco, l’unico paese che ha un nome simile è Nahum, ma stranamente è uno dei paesi che si è combattuto l’essere la vera Cafarnao.

[12] Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei.

[13] Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere!”.

[14] E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati!”.

[15] Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre.

[16] Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo”.

[17] La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.

Peccato che nessun cronista dell’epoca ne abbia preso nota. Sulla questione della resurrezione preparerò poi un articolo a se stante, essendo una questione piuttosto ampia.

[18] Anche Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutti questi avvenimenti. Giovanni chiamò due di essi

[19] e li mandò a dire al Signore: “Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?”.

[20] Venuti da lui, quegli uomini dissero: “Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?”.

[21] In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi.

[22] Poi diede loro questa risposta: “Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella.

[23] E beato è chiunque non sarà scandalizzato di me!”.

Gesù dunque, invece di rispondere direttamente, mostra il suo operato ai discepoli di Giovanni (che, tra l’altro, secondo la storia narrata da Luca, dovrebbe essere in carcere), dicendo che dato che lui è beato non si scandalizzerà. La vera domanda è: chi si scandalizzerebbe a vedere una persona che cura malati da infermità? Teoricamente nessuno, e dunque per quale motivo Giovanni si sarebbe dovuto “scandalizzare”? Se analizziamo l’episodio in linea a quanto visto fin’ora, ovvero che Gesù era proveniente da Gamala, era Zelota, e si era fatto iniziare da Giovanni nella setta degli Esseni, ha più senso immaginare che Gesù fece vedere il suo operato di capo militare e di prescelto Messia d’Israele, mostrando ai discepoli di Giovanni le sue scorrerie. Dato che Giovanni era un Esseno-Zelota come lui (un “beato”) non si sarebbe scandalizzato di quelle cose, a differenza della gente comune.

[24] Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù cominciò a dire alla folla riguardo a Giovanni: “Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento?

[25] E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re.

[26] Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta.

[27] Egli è colui del quale sta scritto:
Ecco io mando davanti a te il mio messaggero,
egli preparerà la via davanti a te.

[28] Io vi dico, tra i nati di donna non c’è nessuno più grande di Giovanni, e il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

[29] Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni.

Ecco come Gesù proclama giusta e vera la dottrina Esseno-Zelota. Da notare come la rivoluzione Paolina, però, abbia cambiato le carte in tavola mettendo i Pubblicani, ovvero i Romani, insieme alle persone degne di fare parte di questo movimento che in realtà era nato proprio per scacciarli dalla Palestina, e….

[30] Ma i farisei e i dottori della legge non facendosi battezzare da lui hanno reso vano per loro il disegno di Dio.

…i colleghi teologici Farisei e i dottori del Tempio trasformati in malvagi che non seguono il disegno di Dio.

[31] A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili?

[32] Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri:
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato;
vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!

[33] È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio.

[34] È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori.

[35] Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli”.

Questa critica, seguendo il discorso di prima, è difatti rivolta agli Ebrei che, secondo la corrente Paolina, non ha riconosciuto in Gesù il Messia spirituale, salvatore del mondo.

[36] Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.

[37] Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato;

[38] e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.

[39] A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé. “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice”.

[40] Gesù allora gli disse: “Simone, ho una cosa da dirti”. Ed egli: “Maestro, dì pure”.

[41] “Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta.

[42] Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?”.

[43] Simone rispose: “Suppongo quello a cui ha condonato di più”. Gli disse Gesù: “Hai giudicato bene”.

[44] E volgendosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.

[45] Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.

[46] Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.

[47] Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco”.

[48] Poi disse a lei: “Ti sono perdonati i tuoi peccati”.

[49] Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: “Chi è quest’uomo che perdona anche i peccati?”.

[50] Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; và in pace!”.

Questo episodio della peccatrice ha molteplici significati, di catechesi, teologici, di realtà storica, etc.. quindi mi limietrò a farvi notare il significato messianico dell’unzione e della lavanda dei piedi inserito nel testo, che poi è stato rimodellato nel condono dei peccati da parte di Gesù.

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