[1] Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto

[2] dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame.

Questa volta proverò a fare un’analisi diversa della vicenda della tentazione. I Vangeli sono pregni del concetto di pane come dottrina. Il mangiare è visto come un carpire un concetto e sfamarsi di esso, come per la pratica Teofagica dell’eucarestia dove il pane diventa il corpo di Cristo. Allo stesso modo possiamo interpretare questi 40 giorni nel deserto senza mangiare come una specie di prova. Abbiamo visto che Gesù, esterno alla loggia Essena a cui appartiene Giovanni Battista, è stato da lui battezzato e dunque è stato introdotto a questa loggia. Dopodichè è stato scelto, tra tutti agli altri iniziati, come capo Esseno-Zelota, o meglio, è stato scelto come capo del movimento bellico contro Roma. Per addestrarlo sul suo compito venne dunque condotto nella comunità Essena, dove fu istruito sulle dottrine Romane, così da conoscere meglio il suo nemico. Durante l’istruzione fu quindi “tentato dal diavolo”, nel senso che gli furono sottoposte dottrine diverse dalla sua, ma lui, ovviamente, non le accettò come proprie, e dunque non le “mangiò”. Alla fine di quei quaranta giorni ebbe di nuovo fame, ma non di pane fisico ma di conoscenza. Come comprova del fatto che Il Diavolo, ovvero Satana che in Ebraico vuol dire “Il nemico”, era proprio Roma, vi faccio notare una delle tentazioni:

[5] Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse:

[6] “Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio.

[7] Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo”.

Chi se non l’Impero Romano aveva sotto di esso “tutti i regni della terra”? Chi se non l’Imperatore di Roma aveva il potere di dare tutto il suo regno a chi voleva? Chi se non Roma poteva essere il nemico del movimento Esseno-Zelota?

[CUT: altre tentazioni del Diavolo, più improntate sulla religione]
[13] Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.

[14] Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione.

[15] Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.

[16] Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere.

Come già detto più volte, nel 30DC la città di Nazaret non esisteva e, anche dopo gli scavi archeologici effettuati, non è stata trovata nessuna Sinagoga.

[17] Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:

[18] Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto
messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,

[19] e predicare un anno di grazia del Signore.

[20] Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui.

[21] Allora cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”.

E così Gesù si identifica proprio nel Messia di Israele, ovvero nel Re unto del Signore, guerriero forte della potenza dello Spirito Santo, che libererà la sua terra dai nemici. Badate bene, dunque, che fino ad adesso Gesù è stato identificato in un ribelle guerrigliero, e non in un placido sacerdote, che piuttosto era Giovanni Battista.

[22] Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: “Non è il figlio di Giuseppe?”.

Evidentemente il figlio di Giuseppe, così come lo conoscevano prima dell’indottrinamento Esseno-Zelota, non era in grado di sostenere discorsi simili

[23] Ma egli rispose: “Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!”.

Frase molto curiosa, che cos’è successo a Cafarnao? Fino ad ora nessun episodio è stato raccontato, ma se scendete al versetto 38 scoprirete che a Cafarnao Gesù cura dalla febbre la madre di Simone (Pietro). Però, stando al testo, quell’evento deve ancora succedere, come mai ne troviamo una citazione prima? Si stanno riferendo ad un altro evento accaduto a Cafarnao?

[24] Poi aggiunse: “Nessun profeta è bene accetto in patria.

[25] Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese;

[26] ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone.

[27] C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro”.

Qui Gesù intende dire che prima di lui il popolo non aveva saputo riconoscere agli altri Messia che erano apparsi.

[28] All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno;

[29] si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio.

Altra nota dolente per Nazaret. Oltre a non esistere nel 30 DC, la Nazaret odierna è posta in una piana, senza “montagne sulle quali è situata”, e quidni senza precipizi. Ma se questa città non è Nazaret, allora qual’è? L’unica città in sintonia con la descrizione è proprio quella Gamala dalla quale la corrente Zelota di Giuda il Galileo nacque. Curiosa casualità, non trovate?

[30] Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

Una soluzione letteraria piuttosto curiosa. “Passando in mezzo a loro”, come se nessuno cercasse di fermarlo. L’immagine che ci genera questa frase è alquanto demenziale.

[31] Poi discese a Cafarnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava la gente.
[32] Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità.

[CUT: episodio del demone scacciato, che cerca di dire che Gesù è il figlio di dio]

[37] E si diffondeva la fama di lui in tutta la regione.

[38] Uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.

[39] Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all’istante, la donna cominciò a servirli.

Simone è Simon Pietro, riportando questo episodio con quello degli altri due Vangeli

[40] Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.

[41] Da molti uscivano demòni gridando: “Tu sei il Figlio di Dio!”. Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo.

[42] Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro.

[43] Egli però disse: “Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato”.

[44] E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

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