[1] Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilène,

Come nel capitolo precedente, anche qui Luca è molto preciso nel datare il periodo della sua storia. Siamo intorno all’anno 30 DC, Tiberio è Imperatore di Roma, Ponzio Pilato è Prefetto (non governatore) della Giudea e i figli di Erode il Grande erano divenuti Tetrarca dividendosi il regno.

[2] sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

Prima stranezza del racconto. Era impossibile che ci fossero contemporaneamente due Sommi Sacerdoti. E’ più corretto dire che il Sommo Sacerdote uscente, Anna, era ancora in vita e che al suo posto fu eletto Caifa. Mi sento in dovere, in ogni caso, di sottolineare il fatto che di Caifa non sappiamo gran chè, a parte che anche Giuseppe Flavio lo identifica come Sommo Sacerdote nel periodo della vicenda.

[3] Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati,

[4] com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!

[5] Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati.

[6] Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Profezia leggermente modificata ed esaltata.

[7] Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: “Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente?

In Luca, Giovanni Battista da delle Vipere a tutte “le genti” invece di riservare la dicitura solo ai Farisei. Il perchè di questo è presto detto: quello di Luca è probabilmente il Vangelo più moderno dei 3 sinottici, e dunque riprende e corregge gli eventi dei primi due, allontanandosi ancora di più dalle vicende realmente accadute. Ecco perchè troviamo la censura dei Farisei, cercando di trasformare questa frase in una frase “non-razzista” o “a-politica”, facendola però risultare stramba agli occhi del lettore.

[8] Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre.

[9] Anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco”.

Giovanni sembra addirittura ancora più minaccioso di quanto visto in Matteo.

[10] Le folle lo interrogavano: “Che cosa dobbiamo fare?”.

[11] Rispondeva: “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”.

[12] Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: “Maestro, che dobbiamo fare?”.

[13] Ed egli disse loro: “Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”.

[14] Lo interrogavano anche alcuni soldati: “E noi che dobbiamo fare?”. Rispose: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe”.

Il discorso di Giovanni viene anche arricchito da consigli utili per redimere i propri peccati, al contrario del semplice “convertitevi che il Regno dei Cieli è vicino” di Matteo e Marco.

[15] Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo,

[16] Giovanni rispose a tutti dicendo: “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

Questa frase di Giovanni Battista ci fa capire come lui potesse essere il Messia Spirituale, ovvero il Messia di Aronne, che usa l’acqua per battezzare e per preparare nello spirito gli Ebrei al nuovo Regno d’Israele, mentre Gesù, battezzando col fuoco, potesse essere il Messia d’Israele, il Cristo (=Unto = Messia = Re d’Israele), combattente che libera il regno dall’oppressione degli stati stranieri.

[17] Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile”.

E difatti, ecco che Giovanni spiega quale sarà la missione del Cristo.

[18] Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.

[19] Ma il tetrarca Erode, biasimato da lui a causa di Erodìade, moglie di suo fratello, e per tutte le scelleratezze che aveva commesso,

[20] aggiunse alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione.

[21] Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì

[22] e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.

E così, fra tutti i “battezzati”, e dunque fra tutti quelli che si erano convertiti al movimento esseno-zelota, venne scelto uno per diventare il Messia d’Israele e guidare la rivolta contro Roma per instaurare il nuovo regno sognato da Ezechia prima e da Giuda il Galileo dopo. Da notare che nel racconto di Luca, Giovanni Battista è già stato incarcerato da Erode Antipa, invece di essere presente all’elezione di Gesù.

[23] Gesù quando incominciò il suo ministero aveva circa trent’anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli,

[24] figlio di Mattàt, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innài, figlio di Giuseppe,

[CUT: albero genealogico di Gesù, sino ad arrivare ad Adamo e poi Dio]

Anche l’albero genealogico di Luca è decisamente diverso da quello di Matteo. Sino ad ora l’impressione è quella di leggere un testo, basato sugli scritti di Marco e Matteo, ma con delle pesanti differenze dettate o dalla decisione di personalizzare il racconto, o dal non ricordare precisamente i due Vangeli menzionati.

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