[1] In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

[2] Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.

Luca è molto più preciso di Matteo nell’identificare l’anno di nascita di Gesù. Secondo quanto appena letto, siamo nel 7 DC, la Giudea è diventata a tutti gli effetti una provincia Romana e, come tale, si appresta ad un censimento fiscale della popolazione.

[3] Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.

[4] Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme,

[5] per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.

Dettaglio particolare, e non poco forzato, quello di far spostare sia Giuseppe che Maria. Il censimento del 7DC non era certo un censimento come quelli che si potrebbero fare oggi. All’epoca si ci interessava della quantità di famiglie e delle relative possibilità economiche, non certo del numero effettivo di persone viventi in Giudea. Difatti, fonti storiche come quelle di Giuseppe Flavio, ci dicono che solo i capofamiglia si mossero per registrare la propria famiglia. Certamente questo non esclude il fatto che Maria abbia voluto accompagnare il marito, ma è quantomeno strano immaginarla incinta di 9 mesi mentre decide di intraprendere un viaggio a cui poteva benissimo sottrarsi. Molto più plausibile è la forzatura letteraria per far si che:

a) Gesù provenga dalla fantomatica Nazaret, per giustificare il titotlo di Nazireo (che non ha niente a che fare con Nazaret)

b) Far arrivare la sacra famiglia a Betlemme dove alcune fra le tante profezie bibliche collocano la nascita del Messia

[6] Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

[7] Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

Ed ecco nascere il figlio primogenito, deposto in una mangiatoia.

[CUT: Un angelo appare ai pastori annunciando la nascita del salvatore]

[13] E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:

[14] “Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama”.

[15] Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: “Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”.

[16] Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.

[17] E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

[18] Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.

[19] Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

[20] I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Luca ci propone una nascita di Gesù gloriosa ed imponente, con tanto di angeli del cielo che annunziano la sua venuta nella gloria di Dio. Come si evince da questi passi, il testo Lucano è altamente legato alla sacralità del neo-cristianesimo di Paolo, e va a rimarcare pesantemente sulla divinità e sulla gloria del Signore.

[21] Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

[22] Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore,

[23] come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;

[24] e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.

[25] Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele;

Questo Simeone sta aspettando il conforto d’Israele. Cosa si intende per “coforto di Israele”? Volendo forzare un po’ l’analisi potremmo tranquillamente andare a parare al solito discorso della rivoluzione Giudaica, atta ad instaurare un nuovo Israele libero dagli oppressori stranieri, e dunque, un Israele più “confortevole”

[26] lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

E difatti, lo Spirito Santo, gli aveva preannunciato che non sarebbe morto se non prima di aver visto il Messia del Signore, ovvero l’Unto del Signore e dunque il Re di Israele, che secondo la rivoluzione esseno-zelota avrebbe ricondotto il paese all’indipendenza.

[27] Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge,

[28] lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

[CUT: Benedizione di Simeone a Gesù e altra benedizione della vecchia sacerdotessa Anna]

[39] Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret.

Il fatto che Luca, così attento ai dettagli teologici fino ad adesso, liquidi i rituali di circoncisione Ebraici con “quando ebbero tutto compiuto secondo la legge” ci fa sospettare che di questa Legge del Signore sapesse ben poco,.

[40] Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

Che è da intendere come Gesù stesse studiando le scritture per diventare Rabbi, essendo un ricco Ebreo della casata di Davide da parte di padre, e della casata di Aronne da parte di madre.

[41] I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.

[42] Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza;

[43] ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

[44] Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;

[45] non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

[46] Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.

[47] E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

Addirittura Luca ci viene a narrare un aneddoto dell’infanzia di Gesù. Da dove Luca abbia saputo tutto questo non ci è dato sapere, ma con un pizzico di buonsenso capiamo che l’intera vicenda è da ritenersi catechesi pura, piuttosto che narrazione storica.

[48] Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”.

[49] Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”.

[50] Ma essi non compresero le sue parole.

[51] Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

[52] E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

E così vediamo come Luca ci presenta un Gesù altamente sacerdotale e spirituale, un Gesù abbastanza diverso da quello di Matteo e di Marco

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