[1] Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi,

Luca inizia il suo resoconto dei fatti. Da notare subito la dicitura “poiché molti han posto”, facendoci intendere che già altri Vangeli erano stati scritti, nel momento in cui scrive Luca, e che con “molti” intende sicuramente più di 2 persone, inserendo dunque anche la letteratura apocrifa.

[2] come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola,

[3] così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo,

L’illustre Teòfilo è un personaggio anonimo. Non si sa a chi Luca si stesse riferendo ma si suppone, data la provenienza del Vangelo di Luca e la sua destinazione come lettori, che si trattasse di un colto uomo Greco. Da ricordare che, compreso nel Vangelo, Luca ha redatto anche gli Atti degli Apostoli.

[4] perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

Altro indizio per visualizzare meglio l’Illustre Teòfilo è il fatto che sia già stato in qualche modo indottrinato sul neo-cristianesimo di Paolo di Tarso, e che questo resoconto di Luca serva a fargli capire quanto sia solido tale indottrinamento.

[5] Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta.

[6] Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore.

[7] Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.

La sterilità di Elisabetta, come di molte altre donne bibliche prima, era da additare al fatto che presso gli Ebrei era pratica comune l’incesto e il matrimonio tra consanguinei, fatto che procurava sterilità nelle donne.

[8] Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe,

[9] secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso.

Non ho fonti per confermare qule fosse l’usanza del servizio sacerdotale della classe Abia, dunque prendiamo per buono quanto ci scrive Luca

[10] Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso.

[11] Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.

[12] Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore.

[13] Ma l’angelo gli disse: “Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni.

Ecco dunque l’annuncizione di Giovanni Battista, che Luca ci racconta essere figlio di un Sacerdote e di una discendente di Aronne. Ricordiamoci che presso il culto messianico erano presenti due figure: il Messia di Israele, guerriero forte del potere del Signore, e il Messia di Aronne, saggio sacerdote.

[14] Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita,

[15] poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre

[16] e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio.

[17] Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto”.

Pare proprio che questo Giovanni sia predestinato ad essere colui che preparerà spiritualmente il popolo d’Israele per entrare nel Regno dei Cieli

[18] Zaccaria disse all’angelo: “Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni”.

[19] L’angelo gli rispose: “Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio.

[20] Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo”.

Come prassi standard, una debolezza dovuta al buonsenso viene punita dall’Angelo Gabriele, in quanto la potenza di Dio è indiscutibile.

[21] Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.

[22] Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.

[23] Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.

[24] Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva:

[25] “Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini”.

E come annunciato da Gabriele, Elisabetta rimane incinta.

[26] Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,

Soprassediamo sul fatto che Nazaret, all’epoca di Gesù, non esisteva ancora e che la sua menzione è dovuta solo alla censura dell’attributo Nazoreo associato alla figura di Gesù

[27] a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

Anche qui troviamo un errore di traduzione dall’Ebraico al Greco, errore che trasforma Maria da “giovane donna” a “vergine”.

[28] Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”.

[29] A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

[30] L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

[31] Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

[32] Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre

[33] e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

L’Angelo Gabriele, questa volta, annuncia la venuta di un Re, di un dominatore, di colui che è predestinato a sedere sul trono che era di Davide, e dunque del Messia di Israele.

[34] Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”.

[35] Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

Da notare che davanti all’incredulità di Maria, questa volta Gabriele non prende provvedimenti.

[36] Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:

[37] nulla è impossibile a Dio”.

Quindi Gesù è più giovane di Giovanni di soli 6 mesi, e Maria è addirittura parente di Elisabetta, e dunque discendente di Aronne lei stessa. Dove trovi, Luca, le fonti di questi dati, non ci è dato sapere.

[38] Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.

[39] In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.

Una città di Giuda, vuol dire una città della Giudea, che si trova in montagna. Purtroppo, senza altri indizi, non siamo in grado di individuare questa città

[40] Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

[41] Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo

[42] ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

[43] A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

[44] Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.

[45] E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.

La narrazione di Luca è sempre più pregna di catechesi e teologia neo-cristiana, inserendo ad ogni punto a capo una benedizione, una preghiera, e la potenza di Dio.

[46] Allora Maria disse: CUT il Magnificant]

[56] Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Questa visita di Maria dalla parente Elisabetta è sospetta. Analizzando altri testi e paragonando la vicenda, viene più spontaneo pensare che Maria, essendosi trovata incinta senza aver ancora avuto rapporti con Giuseppe, sia scappata per via dell’onta.

[57] Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.

[CUT: nascita di Giovanni e ritorno della voce di Zaccaria]

[65] Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.

[66] Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: “Che sarà mai questo bambino?” si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.

[67] Zaccaria, suo padre, fu pieno di Spirito Santo, e profetò dicendo:

[CUT: preghiera profetica a Giovanni]

[80] Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Il fatto che Giovanni vivesse in regioni deserte lo mette in relazione con le comunità Essene, che vivevano appunto nel deserto, lontano dalla mondanità della vita cittadina.

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