[1] In quei giorni, essendoci di nuovo molta folla che non aveva da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro:

[CUT: la seconda moltiplicazioni dei pani e dei pesci]

[9] Erano circa quattromila. E li congedò.

[10] Salì poi sulla barca con i suoi discepoli e andò dalle parti di Dalmanùta.

Inutile soffermarci sul fatto che di Dalmanùta non abbiamo una collocazione geografica precisa.

[11] Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.

[12] Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: “Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione”.

[13] E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all’altra sponda.

[14] Ma i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo.

[15] Allora egli li ammoniva dicendo: “Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!”.

[16] E quelli dicevano fra loro: “Non abbiamo pane”.

[CUT: Gesù spiega che il pane di cui hanno bisogno è la fede in lui, e di guardarsi dal lievito dei Farisei]

[22] Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo.

[CUT: Gesù ridà la vista al cieco, sempre con l’ausilio della propria saliva posta sui suoi occhi]

[27] Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: “Chi dice la gente che io sia?”.

[28] Ed essi gli risposero: “Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti”.

[29] Ma egli replicò: “E voi chi dite che io sia?”. Pietro gli rispose: “Tu sei il Cristo”.

[30] E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.

Anche in Marco, Gesù decide di rivelarsi ai Dodici, imponendo però loro di non divulgare tale notizia

[31] E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell’uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare.

Come qualunque altro dio-uomo ellenistico, mitraico o che dir si voglia, dell’epoca, aggiungerei io.

[32] Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo.

Come in Matteo, anche in Marco Pietro “rimprovera” Gesù, ma a differenza di Matteo in Marco Gesù non pone Pietro “a capo della propria chiesa”

[33] Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: “Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”.

[34] Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: “Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

[35] Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà.

Ed eccoci al solito discorso per spronare la gente a dare la vita per la causa del Regno dei Cieli. Come già esaminato, rivedendo il vangelo in chiave storica, questo genere di incitamento ha un grande valore nelle menti dei poveri assoldati per la rivolta Giudaica. Il passo dice chiaramente che chi vorrà salvarsi la vita, durante la Guerra Giudaica, la perderà, ma chi combatterà sino alla morte in nome del nuovo Regno dei Cieli (ovvero il nuovo Israele che si voleva instaurare) allora l’avrà salva.

[36] Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?

[37] E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?

[38] Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi”.

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