[1] Allora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme.

[2] Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioè non lavate –

[3] i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi,

[4] e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame –

Questa spiegazione delle abitudini Ebraiche sembra inserita proprio come un “documentario di vita Ebraica”. Questo ci porta a fare alcune conlcusioni: se questo vangelo era scritto per Ebrei, questa precisazione sembra eccessiva. Un Ebreo dovrebbe sapere come comportarsi. Questo vuol dire che questo vangelo è stato scritto anche per non-Ebrei? Improbabile, essendo Marco il più antico e quello più vicino alla fantomatica Fonte Q (la raccola dei detti del Signore privi di storia di fondo). Ma allora come mai c’è questa precisazione? Forse la soluzione dell’enigma è da ricercarsi nell’ignoranza del redattore. Infatti notiamo che scrive che “osservarono molte altre cose per tradizione” senza specificarle precisamente. Essendo Marco, per tradizione, un gentile è possibile che abbia inserito per propria iniziativa le poche abitudini Ebraiche che conosceva, semplicemente per arricchire la storia del suo vangelo.

[5] quei farisei e scribi lo interrogarono: “Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?”.

[6] Ed egli rispose loro: “Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:
Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.

[7] Invano essi mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini.

[8] Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”.

Gesù elude la risposta, tirando in ballo il fatto che il “lavarsi le mani” è stato imposto dagli uomini e non da dio. Ciò non toglie che il non lavarsi le mani rimane un atto anti-igienico e che denota la provenienza ignorante e contadina dei discepoli di Gesù.

[9] E aggiungeva: “Siete veramente abili nell’eludere il comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione.

[10] Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.

[11] Voi invece dicendo: Se uno dichiara al padre o alla madre: è Korbàn, cioè offerta sacra, quello che ti sarebbe dovuto da me,

[12] non gli permettete più di fare nulla per il padre e la madre,

[13] annullando così la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte”.

Bellissimo discorso filosofico sulle leggi mosaiche…ma la domanda “perchè i tuoi discepoli non si lavano le mani prima di mangiare” rimane priva di risposta.

[14] Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: “Ascoltatemi tutti e intendete bene:

[15] non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo”.

Alla luce delle scoperte scientifiche e mediche di oggi, mi sentirei in dovere di dissentire quest’affermazione di Gesù, ma qui lui parla dello spirito e dunque il suo discorso regge. Nulla di terreno può intaccare lo spirito, ma lo spirito può intaccare, e rendere immondo, ciò che è in terra.

[16] .

[17] Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola.

[18] E disse loro: “Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo,

[19] perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?”. Dichiarava così mondi tutti gli alimenti.

Il ventre, secondo gli Ebrei e molti altri popoli, era la culla dei sentimenti come rabbia, odio e tutte le emozioni “immonde”. Il cuore, al contrario, era il contenitore dell’anima ed era dunque “inattaccabile” dalle emozioni terrene.

[CUT : Gesù chiarisce ciò che abbiamo appena detto]

[24] Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto.

Curioso notare come questo Gesù “entri nelle case” come se niente fosse. A quanto pare tutti lo accoglievano a braccia aperte. Il fatto, poi, che entri in casa della gente sempre seguito da almeno i Dodici, ci fa supporre che i suoi obbiettivi fossero sempre case di ricchi, in grado di soddisfare i bisogni della sua numerosa banda. Volendo forzare la teoria della Banda dei Bohanerghes (ladroni sovversivi chiamati i Figli del Tuono) possiamo invece tradurre questo “introdursi nelle case” come gli atti di ruberia che facevano questi predoni. Difatti notiamo come Gesù voleva che nessuno sapesse che entrava in casa.

[25] Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi.

[26] Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia.

Una precisazione alquanto particolare. Che differenza farebbe la provenienza della donna al Signore?

[27] Ed egli le disse: “Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”.

[28] Ma essa replicò: “Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli”.

[29] Allora le disse: “Per questa tua parola và, il demonio è uscito da tua figlia”.

Qui Gesù è più criptico del solito, ma volendo analizzare il discorso si può intuire questo : con “i Figli” intende Israele, mentre con “i Cagnolini” intende tutti gli altri popoli (ecco il perchè della precisazione della provenienza della donna). In Pratica Gesù dice “Prima devo portare la mia parola ai Figli (gli Ebrei di Israele) e poi ai Cagnolini (a tutti gli altri).

[30] Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

[31] Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.

[32] E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano.

[33] E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua;

Per la prima volta troviamo la spiegazione di un “rito di guarigione di Gesù”, con tanto di “formula” come leggiamo sotto

[34] guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: “Effatà” cioè: “Apriti!”.

[35] E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

[36] E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano

[37] e, pieni di stupore, dicevano: “Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!”.

Al solito, Gesù chiede ingenuamente di non dire a nessuno ciò che ha fatto. La richiesta, ovviamente, cade nel vuoto.

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