[1] Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva.

Di nuovo lo stratagemma della barca, questa volta però viene perpetrato sino in fondo.

[2] Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento:

[3] “Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare.

[CUT : Parabola del seminatore]

[9] E diceva: “Chi ha orecchi per intendere intenda!”.

[10] Quando poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro:

Attenzione alla dicitura “i suoi insieme ai Dodici”. Con “i suoi” Marco vuole forse alludere ai parenti di Gesù? La risposta sarebbe da ricercarsi nel vocabolo Greco utilizzato, ma aimè non ne ho la possibilità. Non ci resta che lasciare l’identita di questi “suoi” anonima, tenendo bene a mente che oltre ai Dodici c’era un altro gruppo d’Elite prescelto dal Messia.

[11] “A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole,

[12] perché:
guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano,
perché non si convertano e venga loro perdonato”.

Perchè non si convertano e venga loro perdonato questo fatto. Teologicamente parlando questa è una forzatura bella e buona: io non ti permetto di capire i miei insegnamenti, in modo che tu non riesca a convertirti ed a causa di questo io ti possa perdonare. Finiremmo per entrare in un circolo vizioso se esaminassimo questo passo in modo più approfondito, quindi, al solito, lascio a voi la scelta se meditare o no sul significato di questo passo.

[13] Continuò dicendo loro: “Se non comprendete questa parabola, come potrete capire tutte le altre parabole?

[CUT : Spiegazione della parabola]

[21] Diceva loro: “Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere?

[22] Non c’è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce.

[23] Se uno ha orecchi per intendere, intenda!”.

[24] Diceva loro: “Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più.

[25] Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha”.

Frasi simili le ritroviamo anche in Matteo, anche se qui in Marco sembrano prese ed incollate una dietro l’altra senza una narrativa di fondo.

[26] Diceva: “Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra;

[CUT : Parabola sul Regno di Dio]

[33] Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere.

[34] Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.

[35] In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: “Passiamo all’altra riva”.

[36] E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.

[37] Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena.

[38] Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro, non t’importa che moriamo?”.

[39] Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”. Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.

[40] Poi disse loro: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”.

[41] E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?”.

L’episodio della tempesta, simile a quello descritto da Matteo. Qui troviamo un Gesù molto più deciso e convinto, rispetto a quello di Matteo, ma questo è dovuto alla metrica stringata di Marco, che fa assomigliare tutto ad un gran riassunto, o meglio, ad un insieme di detti e fatti del Signore presi e ricopiati così com’erano.

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