Per la presentazione del Vangelo di Marco ho deciso di affidarmi a Wikipedia, costruendo con i suoi articoli un sunto. Così facendo abbiamo una presentazione il più imparziale possibile.

Il Vangelo di Marco, nel canone della Bibbia è il secondo dei Vangeli sinottici del Nuovo Testamento.
Secondo la tradizione, risalente al I secolo, l’autore dell’opera sarebbe un certo Marco, identificato con il Giovanni Marco, parente di Barnaba e compagno di Paolo. Marco fu discepolo anche di Pietro e suo interprete, secondo Papia, che, in un passo trasmessoci da Eusebio di Cesarea, afferma:

“Marco, divenuto interprete di Pietro, scrisse accuratamente, ma non in ordine, quanto si ricordava di ciò che il Signore aveva detto o fatto.”

Quanto al luogo dove fu compilata l’opera, l’ipotesi ritenuta più probabile è quella che identifica con Roma la città nel quale fu scritto il Vangelo. Riguardo alla data di composizione del vangelo quasi tutti gli studiosi moderni propendono per una data anteriore al 70, probabilmente tra il 64 ed il 67, ma il ritrovamento archeologico del frammento 7Q5 nelle grotte di Qumran, sicuramente databile a prima dell’anno 50, è oggetto di studio a partire dal 1972, quando fu dimostrato dal teologo José O’Callaghan essere Marco 6,52-53. Il dato non è ancora accettato dalla maggioranza degli studiosi poiché costringerebbe a riconsiderare intere biblioteche teologiche.
Il Vangelo di Marco fu scritto principalmente per i residenti parlanti greco dell’Impero romano. Dalla critica interna del testo si evince infatti la preoccupazione per la spiegazione delle tradizioni giudaiche e per la chiarificazione delle parole aramaiche utilizzate.
I primi tre vangeli sono strettamente connessi tra loro e perciò si parla di vangeli sinottici. Molto dibattuta è stata la questione su come e quanto i tre vangeli utilizzino il materiale reciproco e su quali siano le loro fonti. La tradizione del canone biblico, risalente a Sant’Agostino, identifica con Matteo il vangelo più antico, che sarebbe stato utilizzato da Marco e Luca.
Molti studiosi in epoca moderna sono giunti alla conclusione che il vangelo di Marco sia stato scritto precedentemente agli altri due vangeli, che lo avrebbero utilizzato. Questa precedenza marciana fu ipotizzata già nel XVIII secolo e fu ripresa da più parti verso la metà del XIX secolo.
Secondo la teoria detta delle due fonti, Matteo e Luca avrebbero utilizzato, indipendentemente, il vangelo di Marco, che sarebbe il più antico dei tre, ed un’altra fonte comune, che sarebbe andata persa.
Questa fonte, chiamata documento Q, avrebbe contenuto soprattutto i detti (logia) di Gesù.

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