The story so far…

Il Vangelo di Matteo è il primo dei 3 Sinottici, seguito da quello di Marco e poi quello di Luca. Cosa sono i “Vangeli Sinottici”? Sono 3 dei 4 Vangeli Canonici che si assomigliano per narrazione ed eventi, a volte riportando gli stessi identici passi. La parola “sinottico” deriva dal Greco e significa “visione d’insieme”.
I tre Vangeli Sinottici sono quindi molto simili tra loro ed è lecito dedurre che abbiano avuto una stessa fonte comune dalla quale hanno attinto per essere redatti. Vi sono svariate ipotesi, e la più credibile risulta essere quella della fonte Q, ovvero una fonte a noi non pervenuta, che raccoglieva i vari detti ed i vari eventi associati al Messia. Il perchè questa fonte non sia giunta a noi è presto detto : la fonte Q era orale, come la maggiorparte delle leggende e dei miti tramandati dal popolo Ebraico prima dell’esilio Babilonese a seguito del quale fu costruito ad arte il Pentateuco (i primi cinque libri della Bibbia). Dalla fonte Q nacque il Vangelo secondo Marco, molto stringato e riportante solo gli eventi importanti della storia del Messia, privo di natività. Da quello di Marco venne estrapolato il Vangelo di Matteo, completato con l’aggiunta di una natività durante il secondo secolo DC.

Il Vangelo secondo Matteo e lo stile letterario

Il Vangelo secondo Matteo si presenta come uno dei più lunghi, composto di 28 capitoli, pareggiato solo dal Vangelo secondo Giovanni. Pur essendo il più lungo dei sinottici è colmo di imprecisazioni, di dettagli lasciati nel vago, e di eventi a volte molto scollegati fra loro. La lettura scorre fluida soltanto all’interno dei singoli capitoli, mentre risulta spezzata e discontinua seguendo il susseguirsi degli stessi. Addirittura sorgono alcuni casi ove l’omissione di un intero capitolo, o di una porzione di esso, non rovina assolutamente il senso del discorso.
Questa particolare discontinuità e incongruenza, che è insita nel Vangelo, è spiegata dal fatto che lo stesso è stato assemblato prendendo vari eventi, narrati singolarmente, e legandoli tra di loro con una trama del tutto inventata. Cercando di dare un ordine cronologico a degli eventi non legati fra di loro, il redattore del Vangelo è incappato in vari errori di incongruenza, alcuni ai limiti dell’ilarità (come ad esempio l’episodio del fico senza frutti). Se aggiungiamo il particolare dell’aggiunta della natività, per altro assolutamente diversa da quella di Luca, possiamo ammettere che questo Vangelo è tutt’altro che un opera continua e biografica della vita di Gesù, ma che è una raccolta malcostruita di detti e di vicende scollegate tra loro.

Il Vangelo di Matteo e la Rivoluzione

Il contenuto del Vangelo è chiaramente di ispirazione rivoluzionaria. L’intero Vangelo è una propaganda degli estremisti esseno-zeloti ai danni del Sinedrio e di Roma, i quali, secondo i rivoluzionari, erano colpevoli dell’aver macchiato la purezza del popolo Ebraico. Più precisamente la rivoluzione nacque per rimettere sul trono d’Israele la famiglia degli Asmonei, diretti antagonisti della famiglia Erodiana che aveva ricevuto da Roma la legale reggenza del Regno.
Il Vangelo trasforma la propaganda Zelota del nuovo Regno di Israele, un regno libero dall’influenza Romana / Erodiana e dai “traditori” del Sinedrio, nella lieta novella del Regno dei Cieli. Questo non per nascondere gli eventi dell’epoca ma perchè il gruppo rivoluzionario Zelota era coadiuvato da una controparte Essena che aveva prodotto questa nuova dottrina Messianica, atta a spodestare il regime religioso del Sinedrio. Se da un lato pratico abbiamo gli Zeloti di Giuda il Galileo, pronti ad attaccare la legione Romana di stanza a Gerusalemme, dall’altra abbiamo la nuova dottrina del Regno dei Cieli, che andava a lottare a colpi teologici contro la Legge del Tempio. Il fallimento della rivoluzione Zelota non ha però fermato la nuova dottrina Messianica che aveva ormai preso radici anche in regioni esterne alla Palestina, quali la Siria. In questi nuovi paesi ha trovato nuova linfa vitale e si è poi trasformata, dopo una gestazione di 3 secoli, nel Cristianesimo che, bene o male, conosciamo oggi.
I veri insegnamenti di questo Gesù, atti a coadiuvare la rivoluzione Zelota, si sono così trasformati, nel tempo, assumendo i significati che gli si danno oggi giorno. Questi cambiamenti nacquero dalla necessità dei teologi di dare una motivazione al mancato avverarsi delle profezie di Gesù, profezie non avveratesi in quanto la rivoluzione e la “venuta del Regno” fall’.

Il Vangelo secondo Matteo e le Profezie

Dato che gli episodi orali che hanno creato il vangelo di Matteo erano nati in Palestina, notiamo come molti di essi si rifacciano alle profezie della Bibbia, per identificare il loro Messia. Se questo citare le profezie dovrebbe dare più credibilità al testo, in realtà la loro presenza lo scredita soltanto. Le profezie citate sono incomplete, prese a caso e il più delle volte citate come giustificazione. Questo perchè una parte della nuova dottrina messianca di Gesù nacque tra la gente povera, tra i nomadi ed i pastori che vivevano al di fuori delle grandi città, e che dunque non avevano la conoscenza adatta a creare una dottrina credibile. Una volta che questi “miti del messia” popolare sono entrati in contatto con la dottrina Zelota del “messia uomo”, che avrebbe guidato i rivoluzionari alla vittoria in nome di dio, ecco nascere Gesù e la sua vicenda.

In conclusione

Il Vangelo secondo Matteo mi è risultato impreciso nei racconti, poco credibile e troppo legato alla vicenda rivoluzionaria per poterlo accettare come fonte storica attendibile.

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