[1] Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo.

[2] Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;

[3] le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio;

[4] le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi.

[CUT : tutte e dieci si addormentano, poi arriva lo sposo. Le cinque con l’olio lo seguono e vanno a sposarlo, le cinque senza olio si fermano a comprarlo e per questo arrivano tardi e lo sposo non apre a loro le porte]


Oltre a parlare tranquillamente di bigamia, punita secondo le leggi Mosaiche, questo passo ci spiega per l’ennesima volta come funziona il Regno dei Cieli. Da notare che l’appellativo “vergini” è stato erroneamente tradotto, come nel caso della “Vergine Maria”. Il termine greco utilizzato in realtà identificava “giovani fanciulle” ma non per questo necessariamente vergini.

[14] Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.

[15] A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.

[CUT : il servo con 5 talenti ne guadagna altri 5 e li da al padrone. Stessa cosa fa il servo con 2, ne guadagna altri 2 e li consegna al padrone. Il servo da un talento, invece, sotterra la moneta e quando si trova davanti al suo padrone ecco cosa succede :]

[24] Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso;


Dunque il servo sa che il suo padrone è un ladro

[25] per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.

[26] Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;

[27] avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse.


Sinceramente, non riesco a seguire la logica del discorso. Il Servo, sapendo che il padrone è un ladro (che miete dove non semina e raccoglie dove non ha sparso), per paura nasconde il suo denaro sotto terra. Paura per che cosa? Probabilmente paura di perdere questo talento. In ogni caso vediamo come, al ritorno del padrone, questo si adira perchè il Servo non è riuscito a moltiplicare quel talento. Ma il padrone non aveva mai parlato di moltiplicare gli averi consegnati. La parabola vorrebbe far intendere che anche se il Regno dei Cieli concede la sua ricompensa, questa non deve essere tenuta in segreto con paura, ma dev’essere fatta fruttare in vista del ritorno (Giorno del Giudizio), dove chi avrà fatto fruttare questo tesoro avrà grande ricompensa.

[28] Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti.

[29] Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.


Con “ha” e “non ha”, Gesù intende “fede nel Regno dei Cieli”, altrimenti crollerebbero tutti i discorsi sui ricchi che non possono entrare nel Regno dei Cieli.

[30] E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.

[31] Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.

[32] E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,

[33] e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

[CUT: spiegazione del giudizio universale, dove Gesù dividerà i buoni e giusti, dagli infidi e malvagi, gettando questi ultimi nel fuoco eterno della Gehenna.]

[46] E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.

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