Il Vangelo secondo Matteo : Capitolo 18

[1] In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: “Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?”.

[2] Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:

[3] “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.

[4] Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.

[5] E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.

Le clausole per entrare nel Regno dei Cieli si fanno ogni volta più strane e poco correlate tra loro. L’unica cosa certa è che gli umili, i poveri, i disadattati ed i malati saranno grandi nel Regno. Vogliamo vedere insieme il perchè? La gente benestante della Palestina seguiva la Torah, le leggi Mosaiche, ed aveva una vita agiata, quasi protetti dai Romani che tenevano la Palestina non come uno stato conquistato, ma come sotto una sorta di protezione. Tutte le altre persone continuavano la loro vita umile al di fuori dei centri urbani, ed erano proprio questi il bersaglio della nuova filosofia rivoluzionaria del Regno dei Cieli. I Rivoluzionari sapevano che avrebbero trovato proseliti ed alleati solo andandoli a cercare tra coloro che avevano in odio i Romani ed i ricchi benestanti Ebrei. Fu così che crearono la dottrina del Regno dei Cieli, che apre le sue porte a tutti coloro che sono umili e poveri davanti al Padre Celeste. Come non accettare una tale dottrina? Come potevano rifiutare la vita ultraterrena che gli veniva promessa?

[6] Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.

[7] Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

[8] Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno.

[9] E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.

[10] Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

[11] È venuto infatti il Figlio dell’uomo a salvare ciò che era perduto.

[12] Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?

In parole povere sacrificio carnale per la salvezza dell’anima.

[CUT : seguono la parabola della pecorella smarrita e la discussione sul perdono dei propri fratelli]

Il Vangelo secondo Matteo : Capitolo 19

[1] Terminati questi discorsi, Gesù partì dalla Galilea e andò nel territorio della Giudea, al di là del Giordano.

[2] E lo seguì molta folla e colà egli guarì i malati.

[3] Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: “È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?”.

[4] Ed egli rispose: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse:

Da notare il riferimento al Creatore. Non Dio, non il Padre Celeste, ma il Creatore. Siamo d’accordo che tutti questi nomi possano tranquillamente rifarsi all’unico e solo Dio, ma è da notare come questa divinità abbia diversi appellativi a seconda del periodo in cui è citato: nella Genesi è il Demiurgo/Creatore, poi Dio l’onnipotente per il diluvio universale, Gesù lo chiama spesso Padre Celeste, ma Gesù stesso è figlio del Dio Vivente. Tanti nomi, uno stesso Dio. Eppure sembra che oltre a cambiare di nome questo dio cambi anche atteggiamenti. Personalmente sono convinto che il Padre Celeste di cui parla questo Vangelo sia volutamente differenziato dal Dio Biblico, o Dio di Israele.

[CUT: Gesù parla nuovamente del matrimonio, più precisamente del divorzio, e poi benedisce dei bambini]

[16] Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: “Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?”.

[17] Egli rispose: “Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti”.

[18] Ed egli chiese: “Quali?”. Gesù rispose: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso,

[19] onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso”.

Ecco un’altro passo che fa notare quanto il Padre Celeste non sia il Dio Mosaico. Qui sono citati i comandamenti, ma come leggete tutti, non sono certo i 10 comandamenti che insegnano a catechismo. Sono, difatti, i comandamenti di Gesù, semplici regole morali da seguire per il buon vivere tra le persone. Ma se questi comandamenti sono la versione migliorata e più precisa dei 10 comandamenti di Mosè allora vuol dire che o Dio ha cambiato idea e si è corretto, oppure che questi siano comandamenti di un’altra divinità, che li ha fatti basandosi su quelli mosaici. Dato che Dio è perfetto e non può sbagliare, il cerchio si restringe sulla seconda ipotesi. Ad un livello più mortale e reale, questi nuovi comandamenti nascono dalla nuova teologia di Gesù che, come per le leggi della Torah, ha rivisitato le fondamenta religiose Ebraiche.

[20] Il giovane gli disse: “Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?”.

[21] Gli disse Gesù: “Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”.

Ritroviamo, come al solito, lo staccarsi da tutto quello che è materiale per seguire Gesù.

[22] Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

[23] Gesù allora disse ai suoi discepoli: “In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli.

Questa è discriminazione bella è buona. Grazie a questo passo si capisce quanto questa dottrina sia nata tra i nomadi e la gente povera. Una dottrina che incita alla povertà e al rinnegare se stessi, che dice apertamente che i ricchi non potranno mai avere la stessa ricompensa che avranno i poveri. Inoltre quello che dice Gesù è altamente contradditorio. Un ricco, per entrare nel Regno dei Cieli, deve dare tutto quello che possiede ai poveri. Ma così facendo farebbe diventare ricchi tanti poveri, giusto? Dunque quei “nuovi ricchi” non potrebbero entrare nel Regno dei Cieli, riuscite a seguire la contraddizione? Inoltre, chi già segue la dottrina di Gesù, non accetterebbe mai l’elemosina di un Ricco, sapendo che accumulare tesori durante la vita lo farebbe declassare nel Regno dei Cieli. Forse proprio a causa di questo paradosso teologico Gesù ci dice :

[24] Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”.

Dunque c’è poco da fare, chi è ricco non entrerà mai nel Regno dei Cieli. Forse allora sarebbe meglio dimenticarsi delle discendeze regali di Gesù, dei doni, tra cui dell’oro, ricevuti quand’era piccolo oppure del fatto che se è diventato rabbi/maestro allora era per forza di famiglia benestante.

[25] A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: “Chi si potrà dunque salvare?”.

[26] E Gesù, fissando su di loro lo sguardo, disse: “Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile”.

Ogni tanto mi viene molto difficile commentare certe risposte che da Gesù. Si denota che questo passo sia del tutto incongruente con la domanda posta. Per quante riflessioni teologiche si possano fare, questa risposta rimane del tutto slegata dalla domanda, come inserita a caso durante un discorso. Gesù avrebbe potuto rispondere “Le vie del Signore, Padre mio Celeste, sono imperscrutabili, salvatevi uomini di poca fede, la pecora smarrita salta il fosso” che sarebbe stata la stessa cosa. Questa risposta, del tutto slegata, è un’altra prova a favore della costruzione del vangelo unendo vari detti ed episodi tratti da una tradizione messianica orale.

[27] Allora Pietro prendendo la parola disse: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?”.

[28] E Gesù disse loro: “In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele.

Ecco un’altro passo palesemente collegato con le rivolte Giudaiche. Gesù dice esplicitamente che quando il Figlio dell’Uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, ovvero quando sarà vincente su Roma e avrà riottenuto il legittimo trono di Israele, i Dodici siederanno con lui a giudicare le dodici tribù. Questo è palesemente lo scopo finale del movimento rivoluzionario, riprendere il controllo del Regno e porsi a giudice su tutte le tribù di Israele. Qui, infatti, leggiamo che non si parla del mondo, o dell’umanità, ma di Israele e delle sue dodici tribù. Il Regno dei Cieli verrà solo ed esclusivamente per Israele. Se non è abbastanza esplicativo questo passo, di quanto questi vangeli siano il riadattamento dei periodi di sommossa e violenze del primo secolo in Palestina, non saprei quale altro analizzare.

[29] Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.

E ancora, per assoldare più persone possibili, persone che non avevano più niente da perdere, Gesù promette loro vita eterna in cambio del rinnegare tutto in suo nome. E come ciliegina sulla torta ecco il detto dei detti :

[30] Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi”.

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