[1] In quel tempo vennero a Gesù da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni scribi e gli dissero:

[2] “Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!”.

Si presuppone che la maggiorparte dei “discepoli” (qui intesi anche come seguaci, non per forza i 12), come abbiamo avuto modo di vedere, fossero tutte persone nomadi, allo sbando, raccolte da Gesù nel suo peregrinare nel deserto e fuori dalle città. Tutte quelle piccole comunità che vivevnao al di fuori della realtà Palestinese, non seguivano alla lettera la Torah, e molto probabilmente, raramente si recavano in sinagoghe ad ascoltare le leggi Mosaiche. Vivevano invece seguendo i criteri morali della tribù, e piccole divinità minori che poi i Vangeli hanno trasformato in terribili demoni.

[3] Ed egli rispose loro: “Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?

[4] Dio ha detto:
Onora il padre e la madre
e inoltre:
Chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.

[5] Invece voi asserite: Chiunque dice al padre o alla madre: Ciò con cui ti dovrei aiutare è offerto a Dio,

[6] non è più tenuto a onorare suo padre o sua madre. Così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione.

[7] Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo:

[8] Questo popolo mi onora con le labbra
ma il suo cuore è lontano da me.

[9] Invano essi mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.

Insomma, ognuno interpretava e metteva in pratica la Torah a modo suo, ed è da notare come Gesù non abbia risposto alla domanda dei Farisei, ponendone un’altra di rimando. Il fatto che i Farisei modificassero la Legge, per metterla in pratica in modo più agevole ai loro occhi, non era comunque un buon motivo per giustificare il fatto che i suoi discepoli non si lavassero le mani prima di toccare il cibo.

[10] Poi riunita la folla disse: “Ascoltate e intendete!

[11] Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!”.

Qui Gesù fa però capire che non è il cibo impuro (quello mangiato senza lavarsi le mani) che rende impuro l’uomo, ma piuttosto le parole che escono dalla sua bocca, perchè derivano dal cuore.

[12] Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: “Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?”.

[13] Ed egli rispose: “Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata.

[14] Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!”.

Qui, invece, abbiamo un velato richiamo alla parabola della mietitura. Tutti coloro che non credono nel Padre Celeste di Gesù, saranno sradicati. Come già detto in precedenza il movimento rivoluzionario Giudaico era di indole molto violenta e razzista. Non ammetteva diversità all’interno della sua etnia e chiunque fosse stato “impuro”, sarebbe stato punito durante il Giorno della Rivolta, o Giorno del Giudizio.

[15] Pietro allora gli disse: “Spiegaci questa parabola”.

[16] Ed egli rispose: “Anche voi siete ancora senza intelletto?

[17] Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e va a finire nella fogna?

[18] Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l’uomo.

[19] Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.

[20] Queste sono le cose che rendono immondo l’uomo, ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende immondo l’uomo”.
[21] Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone.

Tiro e Sidone sono due città Fenicie situate nel Libano. Tiro è a 88 Km a Sud di Beirut, mentre Sidone è a 40 Km a sud di Beirut. Con “verso le parti di” il redattore, come al solito, non ci specifica la destinazione precisa, senza contare che con “Partito di là”, non possiamo sapere neanche la località di partenza.

[22] Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: “Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio”.

[23] Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: “Esaudiscila, vedi come ci grida dietro”.

[24] Ma egli rispose: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele”.

Ecco un altro punto molto esplicativo. Gesù dice, chiaramente, che lui è stato inviato solo ed esclusivamente alle pecore perdute della casa di Israele. A Gesù non interessa convertire il mondo (conosciuto) intero e non si impiccia in fatti che non riguardano Israele.

[25] Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: “Signore, aiutami!”.

[26] Ed egli rispose: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini”.

[27] “È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.

[28] Allora Gesù le replicò: “Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri”. E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Una donna che fa la morale a Gesù e lo convince. Un passo molto particolare ed interessante, soprattutto sapendo della misoginia in cui imperversava l’Ebraismo.

[29] Allontanatosi di là, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, si fermò là.

Da Tiro e Sidone Gesù ritorna in Israele, e questa volta precisamente, presso il mare della Galilea, luogo molto gradito a quanto pare. Purtroppo individuare “il monte” ci è impossibile, ma perlomeno questa volta sappiamo da dove Gesù sia partito e dove sia arrivato.

[30] Attorno a lui si radunò molta folla recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì.

[31] E la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi raddrizzati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E glorificava il Dio di Israele.

il Dio di Israele. Dicitura strana, non trovate? Questo ci fa intendere che il Dio di Israele non era il dio di quelle genti, che erano appunto tutte quelle “pecore smarrite”, adoratrici di altri culti minori e divinità tramutate poi in demoni. Però questa dicitura ci da anche la sensazione che questo Dio di Israele non fosse nemmeno quel Padre Celeste di cui parlava Gesù. Se avessero voluto intendere il Padre Celeste, lo avrebbero scritto, invece qui leggiamo testualmente “il Dio di Israele”. Questa magari può sembrare una pignoleria forzata, ma sinceramente non ho trovato ancora un passo che sia uno che identifichi il Padre Celeste di Gesù con il Dio di Israle.

[32] Allora Gesù chiamò a sé i discepoli e disse: “Sento compassione di questa folla: ormai da tre giorni mi vengono dietro e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non svengano lungo la strada”.

[CUT : moltiplicazione dei pani e dei pesci, atto secondo]

[38] Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Nuovamente Gesù, moltiplica pani e pesci per l’intera folla. E lo fa di nuovo in un luogo vicino al Mare di Galilea. Questo ci può far supporre che questo culto avesse una sorta di base operativa, o un luogo con delle vettovaglie, situata nel mare della Galilea. Ricordo anche che la Galilea era la regione con la maggior concentrazione di focolari di rivolta, tant’è che il termine Galileo fu associato, dai Romani, direttamente al termine “rivoltoso”.

[39] Congedata la folla, Gesù salì sulla barca e andò nella regione di Magadàn.

Purtroppo non ho ancora individuato la “regione di Magadan”, ma visto il fatto di aver preso una barca, ed escludendo le regioni occidentali della Palestina, posso solo supporre che questa regione fosse ad Est del Mare della Galilea.

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