[1] Quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare.

[2] Si cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca e là porsi a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia.

[3] Egli parlò loro di molte cose in parabole.
E disse: “[CUT : la parabola del seminatore]”

[10] Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: “Perché parli loro in parabole?”.

[11] Egli rispose: “Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato.

Solo i discepoli potevano intendere i misteri del Regno dei Cieli. Dunque non solo il culto era riservato alle “pecore smarrite” ed era finalizzato solo agli Ebrei, ma addirittura i segreti potevano essere conosciuti da una stretta loggia di discepoli.. Da un lato teologico possiamo gistificare tutto questo dicendo che, così facendo, solo i degni avrebbero capito e sarebbero ascesi al cielo.

[12] Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.

[13] Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono.

E qui abbiamo la conferma che qesta è una dottrina “VIP”. Non si capisce con quale criterio, ma solo chi è prescelto potrà capire i segreti del Regno dei Cieli e dunque accedervi. Ma allora perchè predicare? Perchè parlare in parabole per non farsi capire? Questo capitolo sulle parabole sembra molto in contrasto col capitolo del discorso della montagna. A Cafarnao Gesù parlava a folle smisurate in modo chiaro, parlando di comandamenti, di come comportarsi, di cosa fare per ascendere al Regno dei Cieli. Qui, invece, troviamo un Gesù che parla in parabole per non farsi capire. Dunque riassumendo abbiamo un culto che deve essere :
a) Predicato nel segreto e nel silenzio, ma a folle smisurate
b) Predicato a tutte le persone fuori dalle città, ma a gran voce sui tetti e sulle piazze
c) In modo chiaro sulle leggi Mosaiche, ma in parabole così che nessuno capisca
Qualcosa, decisamente, non mi torna.

[14] E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice:
Voi udrete, ma non comprenderete,
guarderete, ma non vedrete.
Dunque le profezie non sono rivolte solo alla vita di Gesù, ma al popolo intero.

[15] Perché il cuore di questo popolo
si è indurito, son diventati duri di orecchi,
e hanno chiuso gli occhi,
per non vedere con gli occhi,
non sentire con gli orecchi
e non intendere con il cuore e convertirsi,
e io li risani.

E qui torniamo sul concetto della chiusura mentale sulle leggi Ebraiche.

[16] Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono.
E qui, invece, si ci riferisce ai dodici che possono vedere e sentire.

[CUT : seguono la spiegazione (privata solo per i discepoli) della parabola del seminatore più altre due parabole]

[34] Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole,

[35] perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta:
Aprirò la mia bocca in parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.

Il continuare a citare profezie, a mio avviso, rende questa figura del Messia Gesù un burattino pilotato, piuttosto che un libero pensatore. Sino ad ora tutto quello che è successo, è successo proprio perchè era stato scritto da qualche profeta, ma questo ci fa quindi dubitare sulla reale libertà d’azione che aveva questo Gesù, vincolato com’era alle sue profezie. Ricordiamo però che le profezie citate sono sempre pezzi di testi più ampi, che se presi nella loro completezza risultano rivolte a tutt’altro.

[36] Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: “Spiegaci la parabola della zizzania nel campo”.

[CUT : spiegazione della parabola che intende far capire lo svolgimento della fine del mondo, dove gli angeli mieteranno i buoni e i cattivi, bruciando i cattivi e salvando i buoni]

[53] Terminate queste parabole, Gesù partì di là

[54] e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: “Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli?

Con “la sua patria” si intende che ritornò a Nazareth, almeno secondo quanto ci dice il Vangelo di Matteo che vuole Giuseppe e Maria stabiliti in quella città

[55] Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?

E rieccoci con i fratelli di Gesù. In questo passo addirittura vengono citati per nome, sempre in modo piuttosto inequivocabile. La Chiesa Cattolica, per confutare questi fratelli, si rifà ad un altro passo, che vedremo più avanti, durante la Passione, dove questi stessi nomi vengono associati ai figli di un’altra Maria, non la madre di Gesù. Però il testo qui parla chiaramente : Gesù è il figlio del carpentiere, sua madre è Maria e i suoi fratelli sono Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda (non l’Iscariota)

[56] E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?”.

Ecco citate anche delle sorelle, che “sono tutte tra loro”, nel senso che sono ormai tutte maritate con gente di Nazareth. Questo passo però ci fa anche dedurre un particolare strano. Secondo la natività Giuseppe era un discendente di Davide, e dunque di stirpe reale. Il Vangelo non lo specifica, ma vista la visita dei Magi e la possibilità di fare un viaggio sino in Egitto, si suppone che Giuseppe fosse un benestante. Però questo passo ce lo identifica come “il Carpentiere”, il nome Giuseppe non viene nemmeno utilizzato. Questo pezzo ci fa dunque ancora più dubitare di quella strana natività che sembra sempre più un aggiunta posteriore alla prima stesura Evangelica.

[57] E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua”.

[58] E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.

Passo esplicativo. Gesù non fa molti miracoli a causa dell’incredulità della gente. Questo ci fa pensare che i “poteri” di Gesù si amplifichino a seconda di quanto la gente crede in lui, ma in realtà il discorso è diverso. Come visto in precedenza molti “miracoli” di vista a muti, voce a i sordi, etc.., sono da intendersi come conversioni di credenti di altri culti alla dottrina di Gesù. Il fatto, quindi, che la gente di Nazareth non credesse molto in Gesù fu causa dei pochi convertiti tra di loro.

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