[1] Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

[2] Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli:

[3] “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?”.

Giovanni Battista, incarcerato non si sa per cosa e non si sa dove, inizia a chiedersi se Gesù sia veramente “colui che deve venire”. Strana questa domanda fatta dallo stesso Giovanni Battista che era così sicuro che fosse Gesù il fantomatico Messia e che aveva anche assistito alla discesa dal cielo della colomba e aveva udito la tonante voce di Dio. Da sottolineare anche la dicitura “o dobbiamo attenderne un altro?”, come a dire che di sedicenti Messia ne erano già venuti e che probabilmente ne sarebbero ancora arrivati. Portando, però, questa domanda nella realtà dei fatti vediamo il sovversivo Giovanni Battista, incarcerato dai Romani per rivolta, che si chiede se questo Gesù sia veramente il Messia, guerriero prescelto dal signore, che guidando la rivoluzione libererà Israele dai Romani.

[4] Gesù rispose: “Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete:

[5] I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,

[6] e beato colui che non si scandalizza di me”.

[7] Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: “Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?

[8] Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re!

[9] E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta.

[10] Egli è colui, del quale sta scritto:
Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero
che preparerà la tua via davanti a te.

[11] In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

Soffermiamoci sulla frase “tra i nati di donna”. Come ho già detto, secondo i critici moderni e gli studiosi biblici, le due natività di Matteo e di Luca furono aggiunte in seguito come completezza, in modo del tutto anacronistico. I Vangeli, tutti e quattro, partivano dalla predicazione di Cafarnao e la figura di Gesù veniva fatta discendere direttamente dal cielo. L’esistenza di questa prima versione dei Vangeli ci viene qui confermata dalla frase “tra i nati di donna”, come a sottolineare che Gesù non è un nato di donna, altrimenti sarebbe stato lui il più grande.

[12] Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.

Qui si parla apertamente di Israele. Dai giorni di Giovanni battista, fino a quel momento, Israele ha sofferto di violenze, ovvero le ripetute sommosse e rivoluzioni Giudaiche, e i violenti, ovvero i Romani, se ne sono impadroniti.

[CUT : seguono una serie di semplici rimproveri a chi scherza su Giovanni Battista e su Gesù stesso]

[20] Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite:

[21] “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, già da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere.

[22] Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra.

Ed ecco qui la minaccia diretta alle città che non si sono volute convertire, pur avendo avuto modo di vedere i numerosi miracoli. Escludendo la teologia del passo che ci condurrebbe ad un discorso infinito su “è giusto punire qualcuno che non vuole credere?” passiamo dirretamente alla realtà dei fatti, vedendo che il movimento rivoluzionario inizia ad individuare i bersagli che saranno soggetti ad attacchi nel Giorno della Rivoluzione.

[23] E tu, Cafarnao,
sarai forse innalzata fino al cielo?
Fino agli inferi precipiterai!
Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!

[24] Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!”.
Persino la stessa Cafarnao, città dove abitava Gesù, non viene risparmiata dalla collera del Messia.

[25] In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.

Taglio temporale tramite la solita frase “in quel tempo” ed eccoci che Gesù benedisce il Padre perchè ha tenuto nascosto i suoi insegnamenti ai sapienti e agli intelligenti. Questo pezzo sembra quasi una sfida fatta apposta per chi, tramite la gnosi, cercava di dare un senso agli eventi del mondo all’epoca.

[26] Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.

[27] Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

[28] Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.

[29] Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.

[30] Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.

E di nuovo pace e amore, quando poco prima ha condannato città intere perchè non hanno voluto credere in lui. Sembra quasi che a predicare ci siano due Gesù : uno che parla di pace e di amore, del vivere in armonia con tutti senza commettere atti impuri, e l’altro che inneggia alla venuta del Regno, al Giudizio Universale e alle terribili punizioni del Padre Celeste. Notare come questa dottrina di questo secondo Gesù si basi sulla paura e sul timore di Dio, mentre la dottrina del primo sia molto più simile al Buddhismo, pace e amore per migliorare se stessi e gli altri. Chi avrà la meglio tra i due?

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