[1] Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità.

Come appena visto nel capitolo precedente, ecco che Gesù conferisce ai dodici i suoi stessi poteri. Questa è, tra l’altro, la prima volta che si parla dei Dodici Apostoli. Il numero dodici è molto importante per il popolo Ebraico, come possiamo notare dalle 12 tribù d’Israele.

[2] I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello,

Come abbiamo già detto il soprannome “Pietro” deriva da Kefa, Cefa, che in greco sta a significare “Roccia” “Pietra”. Questo appellativo era associato, solitamente, a personaggi robusti e corpulenti. Qualcosa però ci dice che questo soprannome fosse più un nome da battaglia, che un amichevole nomignolo. Come avremo modo di vedere Pietro è di carattere burbero, durante l’ultima cena sarà armato di spada, e sarà lui a ferire una guardia del Sinedrio durante l’arresto dei Getsemani. Il dubbio che questo Simone sia lo stesso ucciso a Gerusalemme nel 6 DC per sommosse e rivolte ci sembra essere lecito.

[3] Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo,

[4] Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, che poi lo tradì.

Giuda l’Iscariota. Il nome Iscariota deriva dal greco Ekariot che sta a significare Sicario. I Sicari erano appunto nati in Palestina ed erano coloro che, con grande abilità, uccidevano le proprie vittime in pieno giorno e in mezzo alla folla, in modo tale che una volta perpetrato l’omicidio, potessero nascondersi tre le persone e scomparire.

[5] Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti:
“Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani;

[6] rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele.

[7] E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino.

Per quanto celata da predica del Vangelo, possiamo notare come in quest’ordine di Gesù si celi quella realtà che stava accadendo all’epoca. Non entrare nelle città ma assoldare nomadi e persone senza credo, così da poterli arruolare nelle file Zelote in preparazione all’ultima grande rivolta del 70 DC., rivolta che è la pantomima di questo Regno dei Cieli che stava per arrivare.

[8] Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Questo ci fa supporre che all’epoca ci fossero almeno 13 persone (Apostoli + Gesù) in grado di resuscitare i morti. Ma eventi di quella portata possibile che non abbiano lasciato traccia alcuna nelle cronache dell’epoca? Per rispondere a questa domanda ecco che la “questione segretezza del culto” ci viene in aiuto. L’unica soluzione era inserire nella dottrina di Gesù un comandamento che richiedeva la massima segretezza e discrezione nell’uso di questi poteri miracolosi. Il fattore segretezza sarebbe dunque il motivo per cui non ci sono pervenute fonti storiche che parlano di miracoli, morti resuscitati e demoni scacciati.

[9] Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture,

[10] né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento.

[11] In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza.

Le “persone degne” erano coloro che aiutavano i partigiani Zeloti. Se dunque fosse stato necessario entrare in una città si doveva esser certi che al suo interno ci fosse qualcuno della rete Zelota disposto a dare protezione ai rivoluzionari, e bisognava rimanere nascosti da loro sino alla partenza. Non ci sono altre spiegazioni per questi comportamenti. Cosa avrebbero dovuto temere delle persone in grado di curare ogni malattia e in grado di resuscitare i morti? Fare solo e soltanto del bene, in modo gratuito, quali ire avrebbe mai dovuto far salire? Eppure Gesù ammonisce sul comportarsi in modo discreto, questo perchè questa “favola” non riesce a nascondere del tutto le vicende dei partigiani Zeloti dei culti messianici, che erano braccati e trattati come briganti.

[12] Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.

[13] Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi.

[14] Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi.

[15] In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città.

Ecco che incominciano le incongruenze teologiche. Nel discorso della montagna Gesù inneggia all’amore universale, al porgere l’altra guancia e ad amare i propri nemici. Ma se una città non ascolterà le sue parole allora bisogna uscirne e fregarsene (scuotere la polvere dai piedi) perchè quella città, nel Giorno del Giudizio, farà una fine peggiore di Sòdoma e Gomorra (distrutte da una pioggia di fuoco e zolfo). Questo passo, teologicamente in conflitto con quanto predicato prima, è invece molto più in linea con il movimento rivoluzionario Zelota, vediamo insieme perchè : Il Regno dei Cieli è un Israele Libero dagli influssi pagani (in quel caso Romani), il Vangelo è la propaganda del movimento rivoluzionario. Dunque se una città non accetta di “convertirsi”, ovvero di non unirsi ai rivoltosi, allora durante il Giorno del Giudizio, ovvero il giorno della Rivolta contro Roma, quella città verrà rasa al suolo assieme ai Romani.

[16] Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.

[17] Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;

Sempre e comunque senza motivo alcuno! L’unico pericolo sarebbe stato il fatto che predicando sulla Torah e volendola modificare e completare, i discepoli si sarebbero tirati addosso l’ira del Sinedrio, ma il Sinedrio, pur avendo il potere di arrestare e punire chi contravveniva alle leggi Mosaiche, non aveva il potere di punire col flagello, che era una pratica Romana. Questo ci deve far intendere che Gesù con “Guardatevi dagli uomini” intendesse “Guardatevi dai Romani”? Come già visto in precedenza, i Romani erano oltremodo tolleranti riguardo alle religioni, loro tendevano ad assimilare ogni culto e a dargli libera predicazione. Dunque per quale motivo avrebbero dovuto arrestare i discepoli che predicavano una religione e che curavano ogni sorta di malattia? Anche qui la risposta è da ricercarsi nella realtà dei fatti. I “discepoli”, in realtà i rivoltosi Zeloti, andavano in giro a far propaganda sul movimento rivoluzionario contro Roma, ed è per questo motivo che se trovati sarebbero stati arrestati e puniti col flagello.

[18] e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.

[19] E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire:

[20] non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Stesso discorso di prima. L’arresto da parte dei pagani sarebbe scaturito se i discepoli fossero stati colpevoli di sommosse e rivolte. Se così non fosse stato allora non c’era motivo di arrestarli.

[21] Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire.

[22] E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato.

Questo passo, ancora, ci da un assaggio di come sarebbe stata sanguinosa la rivolta del 70 DC.

[23] Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo.

Dunque la venuta del Figlio dell’uomo è da aspettarsi in brevissimo tempo. I discepoli non avrebbero avuto il tempo di percorrere tutte le città di Israele, che lui sarebbe arrivato.

[24] Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone;

[25] è sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più i suoi familiari!

[26] Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato.

[27] Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti.

E qui la seconda incongruenza. Fino ad ora abbiamo letto di come comportarsi in modo discreto durante la predicazione, ma ora Gesù dice che quello che gli viene insegnato di nascosto devono predicarlo apertamente. La questione inizia a diventare piuttosto complessa.

[28] E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.

[29] Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.

Inno alla potenza di Dio, che fa accadere solo ciò che desidera.

[30] Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati;

[31] non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!

[32] Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli;

[33] chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.

[34] Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.

Ecco il Climax del discorso : una spada. Ecco l’incongruenza finale del capitolo 10. Gesù non è venuto a portare pace, ma una spada. Quella spada sulla quale scorrerà il sangue dei Romani e dei Filistei, quella spada sulla quale si edificherà il Regno dei Cieli, ovvero l’Israele libero dall’oppressione Romana.

[35] Sono venuto infatti a separare
il figlio dal padre, la figlia dalla madre,
la nuora dalla suocera:

[36] e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Rinnegarsi per seguire Gesù

L’istruzione ai dodici diventa sempre più ambigua. Era partita dicendo di portare la lieta novella alle genti in modo discreto, tramite i poteri miracolosi concessi, ma in un crescendo di delirio di onnipotenza il discorso arriva al punto di dire “rinnegatevi per seguire me”. La forte influenza rivoluzionaria Zelota è ormai bellamente sbattuta in faccia ai lettori che vedono una metamorfosi di questo Gesù che ora sembra voler mettere a ferro e fuoco chiunque non lo vorrà seguire.

[37] Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me;

Addirittura arriva a dire che chiunque ami un famigliare, padre madre o figlio che sia, più di quanto ami lui, non è degno di lui, frase questa atta a perseverare la sua dottrina di rinuncia totale e affidamento completo a lui e a Dio.

[38] chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.

[39] Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
E qui si dice anche che per causa sua si potrà morire, e chi aveva trovato la propria via la perderà.

[40] Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

[41] Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.

[42] E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”.

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