[1] Quando Gesù fu sceso dal monte, molta folla lo seguiva.

[2] Ed ecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo: “Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi”.

[3] E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: “Lo voglio, sii sanato”. E subito la sua lebbra scomparve.

Questo, passo se letto dopo il capitolo 6 scredita alquanto la figura di Gesù, che dopo tutte le belle parole su segretezza e non teatralità, cura immediatamente un lebbroso davanti a tutti, col semplice tocco della mano. Ma, se come detto in precedenza, escludiamo il Capitolo 6, allora quest’atto miracoloso non ha incongruenze dottrinali. Un’altra prova per avvalorare la tesi che il Capitolo 6 sia stato interpolato in seguto alla prima stesura del Vangelo.

[4] Poi Gesù gli disse: “Guardati dal dirlo a qualcuno, ma và a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè, e ciò serva come testimonianza per loro”.

Richiesta molto ambigua da parte di Gesù, dato che attorno a lui c’era una folla che ha visto molto bene l’accaduto. Dice comunque al lebbroso di andare a farsi vedere dal Sacerdote così da far capire che è stato guarito dalla lebbra grazie al suo intervento, ma che comunque rispetta la Torah, offrendo l’offerta prescritta.

[5] Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava:

[6] “Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente”.

[7] Gesù gli rispose: “Io verrò e lo curerò”.

[8] Ma il centurione riprese: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.

[9] Perché anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà questo, ed egli lo fa”.

[10] All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande.

[11] Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,

[12] mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti”.

Ed ecco l’incontro col Centurione Romano. Questo incontro è stato scritto per distaccare la figura di Gesù dai rivoltosi Esseno-Zeloti e per far intendere che il Regno dei cieli è aperto anche ai “molti che verranno dall’oriente e dall’occidente”. Questo passo infatti predica apertamente la linea religiosa intrapresa dalla chiesa di Paolo di Tarso, la quale a differenza della Chiesa di Gerusalemme, voleva aprire il credo anche ai non circoncisi.Il passo però, nel suo accadimento, risulta inverosimile in quanto difficilmente si instauravano rapporti del genere tra Romani ed Ebrei ed in secondo luogo perchè mai un Centurione Romano si sarebbe curato di un suo servo infermo. Un servo, ovvero uno schiavo, ritenuto inutile veniva abbandonato come una spada arrugginita.

[13] E Gesù disse al centurione: “Và, e sia fatto secondo la tua fede”. In quell’istante il servo guarì.

[14] Entrato Gesù nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto con la febbre.

[15] Le toccò la mano e la febbre scomparve; poi essa si alzò e si mise a servirlo.

[16] Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati,

[17] perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Egli ha preso le nostre infermità
e si è addossato le nostre malattie.

Due righe. Due semplici righe prese a caso da una profezia che ne contiene molte di più, secondo Matteo bastano per dire che la profezia si è adempiuta. Questo voler a tutti i costi citare a caso pezzi di profezie si sta ritorcendo sempre di più contro il redattore, piuttosto che a suo favore.

[18] Vedendo Gesù una gran folla intorno a sé, ordinò di passare all’altra riva.

[19] Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: “Maestro, io ti seguirò dovunque tu andrai”.

[20] Gli rispose Gesù: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.

[21] E un altro dei discepoli gli disse: “Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre”.

[22] Ma Gesù gli rispose: “Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti”.

Questi due botta e risposta paiono non avere alcun nesso narrativo col resto del testo. Possiamo prenderli e toglieri senza stravolgere nulla. Difatti si può saltare tranquillamente dal versetto 18 al 23 senza accorgersi della loro mancanza. Provare pre credere. Dunque la loro utilità risulta sconosciuta. E’ probabile che facessero parte di un discorso più ampio e poi tagliato, oppure che siano stati tradotti dal greco, nel tempo, in modo errato. Fatto sta che così come sono hanno lo stesso effetto di un pugno in un occhio.

[23] Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono.

[24] Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva.

Questo verso ci spiega come il “mare” in realtà fosse un lago. Ordinare di andare all’altra sponda del mare avrebbe avuto poco senso. D’altra parte non c’era distinzione tra Mare e Lago all’epoca, dunque è normale che i laghi nei vangeli siano indicati con la parola mare. Da notare il dettaglio che seppur scosso da grandi cataclismi attorno a se, l’uomo deve saper mantenere la calma interiore, come qui abilmente mostrato con la figura di Gesù che dorme contornato dalla tempesta.

[25] Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: “Salvaci, Signore, siamo perduti!”.

[26] Ed egli disse loro: “Perché avete paura, uomini di poca fede?” Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia.

[27] I presenti furono presi da stupore e dicevano: “Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?”.

Riassumiamo la situazione : Gesù ha intorno una grande folla, decide allora di andare dall’altra riva del lago. Sale su di una barca, e con lui i suoi discepoli. Si scatena una tempesta e i Discepoli si impauriscono, lo svegliano e Gesù placa i venti. Questo, probabilmente, è il primo vero miracolo descritto nel Vangelo. Come abbiamo visto fin’ora Gesù ha curato storpi, lebbrosi, ha scacciato demoni, ma nessuno mai si è stupito di questi eventi. Invece ora, circondato solo dai suoi Discepoli, placa i venti, e questo provoca in loro lo stupore sino a fargli chiedere “Chi sia mai costui?”, anche se tecnicamente avrebbero dovuto ben sapere chi fosse.

[28] Giunto all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada.

[29] Cominciarono a gridare: “Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?”.

Prima del tempo, e addirittura Figlio di Dio. I demoni dunque sanno chi è Gesù, a differenza dei suoi discepoli. Interessante comunque notare la dicitura “prima del tempo”, come se i demoni fossero a conoscenza del fatto che prima o poi il figlio di Dio dovrà tormentarli. Questo passo ci rende buffa la visione di questi demoni che pur sapendo che dovranno essere tormentati si divertono ad infestare delle persone. Prima del tempo forse è associato alla venuta del regno dei cieli, oppure semplicemente i demoni si apsettavano di potersi divertire ancora un po’, prima che arrivasse qualcuno a scacciarli.

[30] A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci a pascolare;

[31] e i demòni presero a scongiurarlo dicendo: “Se ci scacci, mandaci in quella mandria”.

Sempre più ambigui questi demoni. Addirittura scongiurano il loro esorcista a scacciarli dentro i corpi dei porci. Questa richiesta è molto stravagante, e ha tutta l’impressione di nascondere una verità molto diversa.

[32] Egli disse loro: “Andate!”. Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei flutti.

[33] I mandriani allora fuggirono ed entrati in città raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati.

[34] Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio.

Gesù scaccia i demoni nei porci, ma così facendo i demoni fanno scagliare la mandria nel mare uccidendoli tutti, così da far incolpare Gesù dell’accaduto. Tutto questa vicenda, secondo il mio parere, ha l’unico e semplice scopo di dare una motivazione al mancato indottrinamento del paese dei Gadarèni. Evidentemente, all’epoca, la propaganda rivoluzionaria associata al culto messianico non attecchì in questo luogo, e forse come ripicca gli Zeloti decisero di massacrare le mandrie dei paesani, attirando giustamente la loro collera. Tutta questa vicenda, per niente inverosimile vista la precaria situazione di sommosse e guerre interne della Palestina dell’epoca, è stata poi modificata e riportata con questa vicenda degli indemoniati e dei porci. Bisogna sempre ricordarsi che il culto messianico si basava sull’attesa del Messia guerriero che liberava Israele dal giogo Romano, e che solo successivamente alla sconfitta dei rivoluzionari nel 70 DC è stato modificato nel culto del Messia caritatevole del Regno dei Cieli che concede il perdono e la salvezza a coloro che credono in lui. Quando dunque i vangeli sono stati messi per iscritto, tutte le tradizioni orali che esistevano si mescolarono tra loro, dando vita a quei 70 e più vangeli dai queli la Chiesa Cattolica scelse poi i 4 Canonici.

Annunci