[1] In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea,

La dicitura “in quei giorni” immagino si riferisca ai giorni in cui Giuseppe si stava stabilendo a Nazareth. Come vedremo fra poco, sempre “in quei giorni” Gesù andrà a farsi battezzare da Giovanni ed inizierà a predicare. Ma il battesimo di Gesù si svolge quando lui è già adulto, ovvero intorno ai 30 anni (anche se il Vangelo di Matteo per ora non ci ha fornito ne date ne età dei suoi personaggi). Questo ci fa capire che Giuseppe e famiglia sono stati in esilio in Egitto per almeno 30 anni, dato che si sono esiliati alla nascita di Gesù e appena sono tornati (ovvero “in quei giorni”) Gesù è andato a farsi battezzare. Ma questo dettaglio cosa ci dice ancora? Erode il Grande è morto nel 4 A.C., considerando il tempo per muoversi dall’Egitto e trovarsi una dimora possiamo dare un anno di bonus alla Sacra Famiglia facendola arrivare a Nazareth al 3 A.C. . Ma ora già tutti avrete notato il problema. Se Giuseppe e famiglia si sono stabiliti a Nazareth alla morte di Erode (o poco dopo), e se in quello stesso periodo Gesù è andato a farsi battezzare dal battista in età adulta, questo significa che Gesù è nato almeno 30 anni prima di “quei giorni” e dunque intorno al 30 A.C. Se le mie deduzioni sono corrette il fatidico anno 0, o meglio l’1 D.C., sarebbe non la data di nascita di Cristo, bensì la sua data di morte (dato che secondo i vangeli Gesù ha predicato per 3 anni) . Essendo comunque Gesù Cristo un personaggio costruito, parlare di date di nascita e di morte risulta piuttosto illogico, ma nell’analisi vorrei attenermi a quanto scrivono gli Evangelisti.

[2] dicendo: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!”.

Giovanni Battista predica la venuta de regno dei cieli. Questa particolare visione teologica era una delle tante nate nel periodo di sommosse e disordini che ha visto la sua fine in 70 D.C. con la distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei Romani. Tra le tante sette Essene e partigiani Zeloti era ormai nato il mito Messianico, ovvero la venuta di quel Messia (Messhia in Ebraico = Unto = Kristos in greco, dunque la venuta di Cristo) Re dei Giudei, campione del Signore, che avrebbe scacciato i nemici di Israele e salvato il suo popolo. Era questo il messia che aspettavano, e che tutt’ora aspettano, gli Ebrei. Il filone di Giovanni Battista si rifà ad uno di questi culti messianici che però venne modificato non tanto nell’attesa del Messia ma piuttosto nella venuta del Regno dei Cieli. Questa visione era praticamente la “fine del mondo” con il giudizio dei vivi e dei morti e la relativa ascesa al cielo. Tutto molto diverso da quel cristianesimo che verrà istituito nei secoli dopo da parte dei fantomatici Padri della Chiesa.

[4] Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.

[5] Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano;

[6] e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.

[7] Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: “Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all’ira imminente?

A quanto pare, però, il Regno dei Cieli non è per tutti, ma solo per quelli ritenuti degni da Dio…o da chi predica. Giovanni Battista, difatti, si adira con i Farisei che volevano sentire le sue parole e li addita come “vipere” accusandoli di volersi sottrarre “all’ira imminente”. Questo passo, oltre a farci capire che questo culto di Giovanni Battista era destinato solo agli Ebrei, ci dice che questo Giudizio Universale era atteso di li a poco. L’ira imminente sarebbe giunta in poco tempo.

Segue un discorso di Giovanni che riassunto vul dire “Non basta che veniate a dirmi ‘mi pento’ ma dovete essere sinceramente pentiti e che comunqe chi verrà dopo di me vi battezzerà con Spirito Santo e Fuoco e lui sarà il vostro salvatore”, un discorso molto pomposo atto a sottolineare la potenza e l’importanza di questo Gesù agli occhi degli Ebrei.


[13] In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

[14] Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”.

[15] Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì.

[16] Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.

[17] Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.

Di nuovo la dicitura “in quel tempo”. Come vi avevo preannunciato all’inizio del capitolo, ecco che Matteo ci dice che mentre Giovanni diceva qeulle cose, Gesù si spostò dalla Galilea al Giordano per farsi battezzare. Questo comprova il fatto che, seguendo per logica quanto scritto in questo Vangelo, Gesù fosse nato non intorno al 1 D.C. ma piuttosto intorno al 30 A.C.

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