[1] Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:

[2] “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”.


Il “Tempo del Re Erode”, ovvero quando Erode detto il Grande o Ascalonita fu Re di Israele, inizia il 37 A.C. e finisce il 4 A.C., mentre i Magi, traslitterazione dal Greco Magos che sta a significare Re-Sacerdote, dovrebbero essere 3 astrologi Persiani del culto di Zoroastro. Risulta però curioso notare come molti uomini-dio abbiano ricevuto la visita di questi Magi, molto tempo prima di Gesù Cristo, come ad esempio il dio-uomo Egizio Horus.


[3] All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.

[4] Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia.

[5] Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

[6] E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.


La profezia, come tutte le altre, non è citata tutta, difatti se la si legge bene si nota che parla si della nascita di un Messia, ma non certo del “Figlio di Dio che toglie i peccati dal mondo e salva il popolo” ma piuttosto del “condottiero che con l’aiuto di Dio scaccerà i nemici di Israele”, come d’altra parte hanno fatto tutti i Messia della Bibbia, o meglio, come hanno fatto tutti gli Unti del Signore.
[7] Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella

[8] e li inviò a Betlemme esortandoli: “Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.

[9] Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.


Giustamente, Erode invece di andare lui stesso, manda prima i Magi per farsi poi dire dopo se questo profetico bambino fosse realmente nato. Si suppone, comunque, che il Re Erode il Grande abbia avuto una qualche rete di informazione personale, ma in questo caso si affida a 3 sconosciuti provenienti da Oriente per farsi dire ciò che le profezie della sua religione gli spiegavano, a detta dei redattori del Vangelo di Matteo, così apertamente.

[10] Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia


La stella è stata identificata in molti avvenimenti tra il 7 e il 4 A.C. : tripla congiunzione di Giove con Saturno, congiunzione Giove – Luna – Mercurio, una nova della durata di 70 giorni, e così via. Se poi allarghiamo il campo noteremo quanti altri fenomeni astronomici accadevano (e accadono) spesso, dunque è difficile trovarle un riscontro storico. Dal lato teologico, invece, si deduce che questa stella sia un prestito di Horus alla divinità di Gesù, ovvero la stella Sirio, che identificava l’uomo-dio per gli Egiziani. Pare che i riferimenti al culto del dio-uomo Egizio incomincino ad intesificarsi.

[11] Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

[12] Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.


Oro, incenso e mirra, doni dati ad altre divinità-uomo prima di Gesù Cristo, Horus compreso. Questi doni fanno molto piacere a questi bambini-dio e sono simbolo rispettivamente di Regalità (oro), Spiritualità (Incenso) e Rispetto dei Morti (mirra). Curioso notare come la mirra fosse un ingrediente per gli unguenti per i defunti usati dagli Egizi e che sia anche un elemento base per poi produrre il crisma, ovvero quell’unguento che posto sul capo del “Prescelto da Dio” lo elevava al rango di Messia.
[13] Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”.

[14] Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto,

[15] dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.


E rieccoci con una citazione di una profezia, come a sottolineare che è proprio Gesù quello delle profezie e nessun altro. Però questa profezia va leggermente in contrasto con l’altra perchè o il Messia nasce a Betlemme, oppure arriva dall’Egitto. Questo ci fa notare come l’Egitto sia molto importante per i redattori di questo Vangelo che è l’unico che ci dice di una fuga di Giuseppe e Maria in Egitto. Senza contare il fatto che anche questa profezia è presa a pezzi e se letta nella sua totalità fa capire come parlasse di tutt’altro.


[16] Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.

[17] Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

[18] Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più


Non c’è il due senza il 3. La famosa “strage degli innocenti” del terribile Re Erode. A parte il fatto che non esistono riscontri storici che questa “strage” sia stata veramente perpetrata, ma non sarebbe forse il caso di ricordare quante stragi di innocenti hanno avuto come mandante nientepopodimeno che Dio stesso, nell’Antico Testamento? Vogliamo andare a contare le stragi fatte dal grande Re Davide, e da tutti gli altri Unti da Dio (Messia)?
[19] Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto

[20] e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e và nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino”.

[21] Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d’Israele.

[22] Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea


Dunque non era vero che “coloro che lo volevano morto” erano morti, dato che Archelào era succeduto al padre! Difatti un sogno di “errata corrige” raggiunge Giuseppe e lo fa andare in Galilea. Curioso anche qui notare come il Tetrarca della Galilea fosse Erode Antipa, che si era spartito il “regno” del padre assieme ai suoi due fratelli Filippo ed Archelào, e dunque come anche in Galilea ci fosse chi doveva temere la venuta del Re dei Giudei. Ma questo dettaglio è stato omesso perchè da questo fatto i redattori del Vangelo secondo Matteo hanno voluto introdurre la spiegazione alla parola Nazireo associata a Gesù, ovvero…


[23] e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: “Sarà chiamato Nazareno”.


Nazareth! Gesù Naziero è tradotto con Gesù il Nazareno e cioè Gesù di Nazareth! Peccato che i Nazir fossero tutt’altra cosa. Il Nazireato era una loggia Ebraica istituita da Mosè che doveva portare la giustizia divina in Israele. Il famoso Sansone, uccisore di Filistei, era un Nazir e, sempre casualmente, il Nazireato aveva le seguenti particolarità :
1) Il Nazir veste di bianco
2) Il Nazir deve lasciarsi crescere barba e capelli
3) Il Nazir deve mantenere il celibato
4) Il Nazireato dura 3 anni

Traetene le vostre conclusioni

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