[1] Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.

[2] Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,

[CUT (e generò, e generò, e generò, …)]

[16] Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo

Giuseppe è discendente di Davide e quindi di stirpe Reale. Però sappiamo che Gesù è Figlio di Dio, nel senso che il seme di Giuseppe non si è trasferito in lui, dunque non è diretto discendente di Davide come lo vorrebbe presentare Matteo.
Dunque non essendo figlio biologico di Giuseppe, non è neanche discendente diretto di Davide.
Questa semplice precisazione esclude automaticamente tutte quelle profezie che vorrebbero il Messia discendere dalla Stirpe di Davide, profezie che comunque vengono citate dal redattore in modo incompleto e per giustificare le sue scelte narrative.

[17] La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.

[18] Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.

[19] Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

[20] Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.

[21] Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.

[22] Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

[23] Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,
che significa Dio con noi.

Questo passo dovrebbe avvalorare la tesi che Gesù è effettivamente quel Messia che il popolo Ebraico stava aspettando. D’Altronde il Vangelo di Matteo è quello scritto per gli Ebrei, è quello scritto per convincere gli Ebrei a convertirsi alla nuova religione Paolina, e dunque deve attaccarsi alle loro profezie e al loro testo sacro, per poter avvalorare e confermare la sua versione dei fatti. Ma lo fa in modo del tutto erroneo e superficiale. La profezia in questione, se reinserita nel suo contesto originale, ci parla di tutt’altro che la venuta di un Messia che salverà il suo popolo dai peccati.

[24] Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa,

[25] la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

L’angelo del signore dice a Giuseppe di chiamarlo Gesù (Yeshua) ma la profezia dice che avrebbe dovuto chiamarsi Emmanuele. Solo nei primi 25 versetti nascono già sufficenti quesiti ed incongruenze da insinuare del dubbio sulla veridicità e coerenza dei fatti nel lettore.

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