Ciao Z3RØ, mi sono letta il libro di Luigi Cascioli “la favola di Cristo” e devo dire che è molto interessante, l’unica pecca direi sono la mancanza delle citazioni, delle fonti.
Ad esempio, il fatto che non esistesse il crocifisso, simbolo del cristianesimo, al tempo in cui si colloca Gesù. E’ ben spiegato, con tanto di illustrazioni, che tipo di “croci” fossero usate, dei pali con una traversa, niente a che vedere col crocifisso. Hai idea da dove possa aver preso questa informazione?
In generale, se hai letto il libro, sai dirmi quali storici-archeologi-geografi, ecc può aver studiato Cascioli per scrivere il suo libro? Grazie
- Firewoman
Ciao Firewoman, innanzitutto vivissime congratulazioni per la tua “lieta novella”, sono felicissimo per te e il tuo compagno (o marito se sei sposata, non lo so
).
La Favola di Cristo è un libro molto appetibile, ma bisogna stare attenti al non prenderlo come oro colato. Cascioli scivola troppo spesso nella battuta e nello scherno della religione professata dalla Chiesa Cattolica, sbeffeggiando piuttosto che analizzare dati storici, e come dici tu, la mancanza delle citazioni delle fonti lo relega a mero testo personale (come è parte del mio Blog).
Il Libro deve quindi essere preso come una denuncia delle idee personali dell’autore, che si discostano molto dalle varie ipotesi di livello accademico. Dire quindi “inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù” è una sparata non grossa…Biblica
Resta il fatto che il libro di Cascioli proprio a causa dell’assenza delle fonti, cosa voluta oppure no, desti nel lettore attento la curiosità necessaria per andare ad informarsi meglio sulle vicende da lui narrate e da dove abbia ricavato tali informazioni.
In sintesi La Favola di Cristo è una lettura da prendere con le pinze, che non dimostra nulla, pretende troppo, ma perlomeno desta la voglia di andare ad informarsi seriamente sulla spinosa vicenda del Gesù storico.
Gennaio 11, 2009 alle 8:19 pm |
ciao, vorrei sapere chi sei, Zero????? cioè se esisti ancora perchè è un bel po’ che non scrivi qui sopra…… oppure se ti sei trasferito in altre zone del web….
scusa, potrai pensare fatti i tuoi…….
vabbè noi donne simao così
Gennaio 12, 2009 alle 9:41 am |
Ciao Francesca
Esisto ancora, solo che ormai non mi occupo più della questione Evangelica da, come hai constatato, un bel po’.
Sono sempre disposto a rispondere a domande specifiche però ormai ho abbandonato la ricerca costante, magari più avanti la riprenderò, chissà
Comunque puoi leggere delle mie peripezie qui http://z3ro.wordpress.com che è il mio blog principale.
Saluti!
Febbraio 11, 2009 alle 3:16 pm |
Caro Zero, non c’è che dire. In fatto di interpretazione dei testi sacri, sei veramente uno zero (ma non assoluto: sarebbe troppo per te…). Ti smonto le tue “tesine” da quattro soldi:
PUNTO DI VISTA LESSICALE
Il testo originale greco del Nuovo Testamento circa lo strumento di morte su cui Gesú offrí la propria vita, usa abitualmente “stauròs” e 5 volte “xylon”.
La parola “Stauròs” ha come significati: palo, palizzata, strumento di pena croce;
La parola “Xylon” assume invece questi significati: legno legname per navi, pezzo di legno, tronco, trave, palo, bastone, clava, randello, collare di legno, asse o trave, la croce, tavolo o banco di cambia valute, pianta, albero;
Visti i numerosi significati che detti termini possono assumere, le opere enciclopediche riportano per ogni significato la fonte [p.es.: xylon = legno (Omero), legname per navi (Tucidide), bastone, randello (Aristofane) ... la Croce (NT)].
Come qualunque studente di liceo sa bene, si prende il significato che si addice al contesto che interessa. Nel caso del Nuovo Testamento, il significato è senz’altro “Croce”.
ASPETTO BIBLICO:
Il Vangelo di Giovanni narra l’episodio in cui Gesú Cristo risorto appare ai discepoli. Tommaso, che non era stato presente, dirà: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò» (Gv 20:25).
Si parla di chiodi, in greco “tòn éIon”, al plurale, e non “del chiodo” come avrebbe dovuto esprimersi Tommaso se Gesù fosse stato appeso al palo con le mani sovrapposte.
Cristo è certamente morto su una croce a doppio braccio ricevendo un chiodo per ogni mano.
ASPETTO ARCHEOLOGICO
Prima di Costantino i cristiani subbivano accuse e persecuzioni da ebrei e pagani. Gli ebrei aborrivano un “Messia crocifisso”, mentre i pagani la croce era un segno malfamato perché strumento di morte degli schiavi.
Per tali motivi Paolo scrive: «Noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio» (1 Co 1:23-24).
L’archeologia conferma questi fatti con un numero elevato di prove. Ad esempio il graffito del Palatino (risalente al II sec. d.C.); la croce di Ercolano, riconosciuta dai piú insigni archeologi come raffigurazione della una croce cristiana.
E’ possibile quindi asserire che la Croce era conosciuta dai cristiani, prima dell’epoca di Costantino. Non quindi la croce di Tammuz, né un semplice palo, ma una croce a doppio braccio su cui Cristo è stato immolato per la salvezza di tutti coloro che pongono la propria fede in Lui.
Tornatene a studiare, scienziato!
Io ti perdono, perché non sai quello che dici. Devo rispettare la volontà del mio Signore e Maestro che pregava il Padre di perdonare coloro i quali non sapevano ciò che facevano (o che dicevano nel tuo caso).
Però, non peccare più.
Febbraio 11, 2009 alle 5:15 pm |
Thomas….
Intanto la questione della croce è stata sollevata da Luigi Cascioli, e non da me, in secondo luogo su questo blog la questione è arrivata tramite una domanda di Firewoman, riportata in questo post, e terzo, come puoi leggere tu stesso, io relego il libro di Cascioli ad un’analisi molto personale dell’autore, che come unico pregio ha il fatto di svegliare una certa curiosità nel lettore intelligente e attento.
Quindi il commento che hai lasciato lo accetto, ma sarebbe da indirizzare non a me, bensì a Luigi Cascioli.
Ciao!
Febbraio 12, 2009 alle 4:03 pm |
Non lo avevo desunto dal contesto… comunque anche tu non vai per il sottile.
Indirizzare a Cascioli il mio commento? Tempo perso.
Saluti.
Marzo 22, 2009 alle 9:48 am |
Giovanni RUSSO Dice:
Marzo 21, 2009 alle 9:16 am
Non ho capito la considerazione che è scaturita al riguardo del versetto 51. ovvero cosa significa “secondo Gesù”, e cioè:
-Veramente Gesù afferma che Dio ha mandato appo-
sta profeti ed Apostoli al massacro, solo per
poter poi punire i loro assassini e vendicarsi?
Cordiali Saluti
Giovanni RUSSO
Marzo 23, 2009 alle 8:25 am |
Ciao Giovanni, ti ho risposto nell’articolo di quel versetto 51.
Ciao!