[1] Alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro.

Ricordate i cambiavaluta nel tempio? Ecco, erano li proprio per rendere possibile l’offerta al tesoro. Secondo la legge Ebraica le monete romane erano impure, in quanto contenevano effigi. Al contrario, le monete Ebraiche erano atte a poter essere generosamente donate. Come fare, allora, se si avevano solo sesterzi? Semplicemente si usufruiva del servizio di cambiavalute presente all’interno del tempio, per cambiare i propri denari Romani con i denari Ebraici.

[CUT: la vedova offre tutto quello che ha, e per questo ha più gloria agli occhi di Dio di chi ha offerto solo quello che era superfluo]

[5] Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse:

[6] “Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta”.

[7] Gli domandarono: “Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?”.

[8] Rispose: “Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: “Sono io” e: “Il tempo è prossimo”; non seguiteli.

[9] Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine”.

Ed ecco che Gesù ci parla apertamente della distruzione di Gerusalemme e del suo tempio. Di questi passi dovremmo fare un’analisi a parte, in quanto fanno parte di un discorso molto ampio che abbraccia la realtà storica e la revisione Paolina dei fatti. Volendo fare un sunto, Paolo ha utilizzato il racconto messianico originale della distruzione di Gerusalemme, nel 70 DC, trasformandola in una profezia di Gesù.

[10] Poi disse loro: “Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno,

[11] e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.

[12] Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.

Ed anche tutti questi eventi sono le normali conseguenze di chi ha attentato alla reggenza romana in Palestina. Abbiamo numerose testimonianze da storici dell’epoca come Svetonio, o Plinio il Vecchio, che parlano di questi Cristiani come rivoltosi e come di una piaga da estirpare. Questo va abbastanza in conflitto con l’immagine di placidi predicatori che la tradizione Cristiana ci propone.

[13] Questo vi darà occasione di render testimonianza.

[14] Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa;

[15] io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.

[16] Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi;

[17] sarete odiati da tutti per causa del mio nome.

[18] Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.

[19] Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.

Tutto questo sermone di Gesù è molto più in linea con la teologia Ellenistica che con il messianismo delle origini, ed è quindi facile dedurre che sia stata studiata e redatta dal movimento Paolino. L’idea di vivere in eterno, agli occhi dei Romani, era molto appetibile, e facendo forza su questo punto la nuova teologia Paolina guadagnò molti proseliti tra i Gentili.

[20] Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua devastazione è vicina.

[21] Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città;

[22] saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia.

[23] Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo.

[24] Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.

Il discorso, qui, si fa molto più serio. Quello che stiamo leggendo è la caduta di Gerusalemme per mano Romana del 70 DC. Notate, però, come il discorso cambi drasticamente: dalla salvezza della propria anima al fatto che Gerusalemme sarà distrutta dai pagani.

[25] Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,

[26] mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.

[27] Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.

[28] Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.

Dunque, la venuta del Figlio dell’uomo è da correlare alla caduta di Gerusalemme. Riassumendo abbiamo alcuni passi Ellenistici sull’anima eterna, scritti quindi dal movimento di Paolo di Tarso; abbiamo il resoconto della distruzione di Gerusalemme, che può essere stato tratto da cronache dell’epoca; e abbiamo la profezia della venuta del Figlio dell’uomo, sempre scritta ed inventata dalla corrente Paolina, in quanto nel messianismo originale non esistevano profezie di una seconda venuta del messia, ma di una singola apparizione che avrebbe scacciato i nemici da Israele.

[29] E disse loro una parabola: “Guardate il fico e tutte le piante;

[30] quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l’estate è vicina.

[31] Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.

In pratica Gesù dice che i segni saranno così evidenti che non si ci potrà sbagliare sulla venuta del regno di dio.

[32] In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto.

[33] Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

Ed ecco la consueta frase che rende Gesù un falso profeta, ovvero il fatto che sottolinei che il regno di dio arriverà durante la sua generazione.

[34] State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso;

[35] come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.

[36] Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.

[37] Durante il giorno insegnava nel tempio, la notte usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi.

A differenza degli altri sinottici, Luca fa pernottare Gesù non a Betània ma direttamente sul monte degli Ulivi.

[38] E tutto il popolo veniva a lui di buon mattino nel tempio per ascoltarlo.

Anche se, legislativamente, sarebbe dovuto essere già stato lapidato.

About these ads