[1] Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!”.

Il discepolo si sta riferendo o al Tempio stesso, oppure agli edifici eretti dai Romani per la Legione di Gerusalemme

[2] Gesù gli rispose: “Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta”.

Rifacendosi a prima i casi sono due: se Gesù si sta riferendo al Tempio, allora dobbiamo intendere che Gesù stia profetizzando la distruzione dello stesso da parte dei Romani nel 70 DC (fatto che pone la redazione del vangelo in una data posteriore al 70 DC), se invece si sta riferendo ai fortini della Legione, allora Gesù sta parlando dell’attacco dei rivoluzionari che era mirato proprio alla distruzione di tale struttura.

[3] Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte:

[4] “Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?”.

[5] Gesù si mise a dire loro: “Guardate che nessuno v’inganni!

[6] Molti verranno in mio nome, dicendo: “Sono io”, e inganneranno molti.

[7] E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.

[8] Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori.

[9] Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per render testimonianza davanti a loro.

[10] Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti.

[11] E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: poiché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo.

[12] Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte.

[13] Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

[14] Quando vedrete l’abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti;

Interrompo un attimo Gesù per far notare a tutti il dettaglio della frase “chi legge capisca”. In questo momento è Gesù a parlare, e questa è la trasposizione delle sue parole, dunque ci pare strano che in un discorso Gesù abbia detto “chi legge capisca”. Questa frase è molto più in sintonia con un’aggiunta personale del redattore, a sottolineare il discorso che sta facendo Gesù. Eppure viene inserita in modo che sia Gesù stesso a dirla, non ci sono infatti interruzioni di dialogo.

[15] chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa;

[16] chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello.

[17] Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni!

[18] Pregate che ciò non accada d’inverno;

[19] perché quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà.

[20] Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni.

[21] Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui, ecco è là”, non ci credete;

[22] perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti.

[23] Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.

[24] In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà
e la luna non darà più il suo splendore

[25] e gli astri si metteranno a cadere dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

[26] Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.

[27] Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

[28] Dal fico imparate questa parabola: quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l’estate è vicina;

[29] così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte.

Tutto questo discorso profetico, come già visto in Matteo, è molto impressionante. Sembrerebbe proprio che Gesù stia dicendo tutte le cose che stanno accadendo oggi giorno nel mondo: le guerre mondiali, lo Tsunami, etc… Eppure, ecco la frase che smonta tutto il suo discorso, pronunciata da lui stesso.

[30] In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute.

Come in Matteo, anche in Marco Gesù ci dice che non passerà quella generazione, prima che tutte quelle cose si avverino. Sulla parola “generazione” i padri della chiesa e i teologi di tutto il mondo hanno detto di tutto, ma se noi vogliamo trovare il vero significato di questa parola non ci resta che ammettere che Gesù con “generazione” intendesse quello che la parola indica ovvero “quella generazione di persone”.
Se comunque non dovesse essere sufficiente, per dare spiegazione alle profezie di Gesù ci basta guardare il contesto storico della Palestina del primo secolo. Sommosse, guerre intestine, prima ancora guerre fra regni (con la deportazione Ebrea da parte di Nabuccodonosor) e, ovviamente, cataclismi naturali. Dunque niente di trascendentale nelle parole di Gesù, e anzi, fatti ed eventi molto più attuali allora di quanto non lo siano adesso.

[31] Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

[32] Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre.

Solo il Padre. Questa è l’ammissione della diversità tra Gesù e dio. Dio conosce cose che nemmeno Gesù conosce, è dunque sbagliato ammettere che dio e Gesù siano la stessa cosa, perchè Gesù stesso ammette il contrario.

[33] State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.

[34] È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.

[35] Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,

[36] perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati.

[37] Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!”.

Ancora Gesù, per rimarcare il fatto che con “generazione” intende la gente della sua epoca, dice a tutti “Vegliate!”. Non dice “ditelo anche ai figli dei vostri figli e così di generazione in generazione” lo dice solo ai suoi discepoli, proprio perchè durante la loro generazione sarebbe arrivato il Regno dei Cieli, e non in quella sucecssiva o in quella dopo ancora. Solo la generazione degli apostoli doveva stare vigile in attesa del ritorno del Signore. Ci occuperemo della reazione degli apostoli alla mancata venuta del Regno dei Cieli quando arriveremo agli Atti degli Apostoli (quindi, aimè, fra molto…)

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